Museo di Salò, cade il tabù: una sezione per raccontare la Rsi. L’Anpi: “No al business sul fascismo”

2 Dic 2022 9:17 - di Robert Perdicchi

L’ultimo tabù sulla ricerca e lo studio dell’era fascista, senza alcun intento apologetico o nostalgico, cade a Salò grazie alla giunta comunale che ha approvato il progetto definitivo-esecutivo per l’allestimento permanente dedicato al periodo storico della Repubblica sociale italiana al museo cittadino del MuSa: l’amministrazione ha stanziato 235 mila euro il costo dell’allestimento di una sezione, con un contributo di 100 mila euro dalla Regione. Un’operazione “storica” che nasce da una collaborazione bipartisan tra esperti di differente estrazione politica, grandi storici italiani del periodo: il professor Roberto Chiarini, la professoressa Elena Pala e il professor Giuseppe Parlato. Ma è un’iniziativa comunque finita nel mirino dell’Anpi, nonostante i tentativi di coinvolgimento da parte del sindaco di Salò, fin dall’inizio…

Al museo di Salò una sezione dedicata alla Rsi

Il Comune di Salò, dunque, creerà una sezione permanente dedicata alla storia della RSI nel Mu.Sa, il museo che già esiste e che racconta l’evolversi della città di Salò passando per la presenza di Gabriele D’Annunzio fino alla decisione di Mussolini di sceglierla come sede della Repubblica Sociale Italiana. La nuova sezione troverà posto al quarto piano del complesso di Santa Giustina, dove il Mu.sa ha sede, e sarà pronta per la prossima primavera. Sarà in pratica un museo nel museo che già ospita le raccolte d’arte della cittadina nei diversi periodi storici, dai secoli della Serenissima (1426-1797), alle collezioni tra metà ‘800 agli anni venti del ‘900.

La protesta dell’Anpi e l’allarme sul business del fascismo

Il percorso espositivo si articolerà dalla nascita della Rsi,  raccontando le storie delle persone, la liberazione, la capitolazione e piazzale Loreto. Tra le sezioni tematiche, spazio alla mappa dei luoghi della Rsi, i rifugi antiaerei, i discorsi del duce e il Mussolini privato, le testimonianze e la vita del tempo. L’Anpi locale, informata nei dettagli del progetto didattico-culturale, ha sollevato obiezioni di carattere ideologico, ma non solo: «L’auspicio è che l’operazione non scada in turistico-commerciale sulla falsariga di Predappio», come ha detto ai giornali locali Bruno Festa. Dal canto suo, il sindaco di Salò, Cipani ha assicurato che ci sarà “la massima serietà e si parlerà di un periodo stoico che riguarda Salò, come nelle altre sezioni”. Basterà ai neo-partigiani?

 

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