La guerra in Ucraina è costata all’Italia 76 miliardi solo per i rincari energetici

29 Dic 2022 17:13 - di Paolo Lami
Ucraina

È costata 76 miliardi di euro all’Italia la guerra in Ucraina solo per contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese.

Una spesa fatta attingendo da extragettito e deficit in gran parte o raschiando il barile tra le pieghe del bilancio o risparmi di altre poste di spesa pubblica.

Non parliamo di costi in termini di perdita della produttività delle imprese, di erosione dell’economia reale e del potere d’acquisto delle famiglie, calcolando i quali il bilancio lieviterebbe ancora di più.

I soli decreti aiuti, quattro in tutto, varati a partire da maggio, prima dal governo Draghi e, poi, dal governo Meloni, hanno stanziato risorse complessive per 76 miliardi di euro.

La rassegna dei decreti Aiuti parte in primavera, a maggio, con la prima edizione del provvedimento da 14 miliardi.

Ad agosto arriva il dl Aiuti Bis da 17 miliardi. Un mese dopo, a settembre, ecco l’ultimo decreto del governo Draghi, il Ter da 14, 9 miliardi.

Il governo Meloni esordisce a novembre con il decreto Aiuti Quater da 9,1 miliardi e, a stretto giro di posta, vara una manovra per tre quarti impegnata nelle misure per mitigare il caro-energia, 21 miliardi in tutto, su un totale di 35 miliardi.

Già prima dei nuovi decreti Aiuti c’erano state delle misure per aiutare le famiglie contro caro-carburante e bollette ma erano legate alla crisi del Covid.

Cifre da capogiro, impensabili fino a qualche anno fa, se, in termini di cifre, è quasi come aver varato 5 manovre in meno di un anno, otto mesi per l’esattezza.

Ma cosa sono andate a finanziare queste gigantesche risorse messe in campo?

Un ampio ventaglio di misure, poi rinnovate e rinforzate nelle quattro edizioni e nella manovra.

Gli interventi, che con l’ultima proroga scadranno il 31 marzo, hanno interessato, infatti, tra gli altri, l’azzeramento degli oneri di sistema, la proroga del taglio delle accise sui carburanti, l’allungamento dei termini per accedere al Superbonus, il credito d’imposta sul pagamento delle bollette al 40% per cento per le imprese energivore e gasivore e al 30%o per imprese piccole che usano energia con potenza a partire dai 4,5 kW.

Nella lunga lista ci sono, poi, i benefit aziendali esentasse rialzati fino a 3mila euro per il pagamento delle utenze. E la rateizzazione fino a 36 mesi delle bollette e il bonus sociale.

E, come già accaduto in precedenza, già si ragiona al dl che verrà dopo anche se l’ultimo dl non è ancora al traguardo.

La guerra è, infatti, tutt’altro che al termine. E anche se l’accordo Ue sul price cap aiuterà a calmierare i costi, il governo pensa sa già che allo scadere dell’ultima riedizione (fine marzo) andrà varato un nuovo giro di proroghe.

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