Donna muore di parto gemellare. Il marito scrive ai medici, il Papa lo chiama: “Ti sono vicino”

26 Dic 2022 16:52 - di Monica Pucci

Giacomo, l’uomo che ha perso la moglie Viviana, morta tragicamente al Perrino (Brindisi) nei giorni scorsi per complicazioni avute al settimo mese di gravidanza durante un parto gemellare, ha ricevuto una chiamata inaspettata del Papa nel giorno di Natale. A raccontarlo, in un post su Fb, don Donato Liuzzi: “Ho sentito nel cuore l’ardire di bussare al cuore di Papa Francesco per raccontare di Viviana e dei gesti di vicinanza del nostro popolo. Questa mattina il Papa con umiltà disarmante mi ha indirizzato una lettera di vicinanza e nel tardo pomeriggio ha telefonato a Giacomo“. “Abbiamo sentito il cuore del Pastore attento e sensibilissimo – ha scritto ieri in un post – Ringraziamo il Signore per questa carezza sulla carne umana ferita che Egli viene a salvare. Ringraziamo la maternità della Chiesa, visibile negli umili gesti del Papa. È un Natale che non dimenticheremo mai!”.

Viviana, la donna morta, era stata ricoverata all’Ospedale Perrino di Brindisi il 17 dicembre, dove era giunta in stato di gravidanza gemellare pretermine e in condizioni critiche a causa di una eclampsia.

Viviana morta di parto gemellare, al settimo mese di gravidanza

La donna aveva 41 anni, faceva l’insegnante e viveva a Pezze di Greco, una frazione di Fasano, provincia di Brindisi, insieme al marito Giacomo e alla figlioletta Emma Maria di 6 anni. Quella seconda gravidanza era gemellare, sarebbero arrivati un fratellino e una sorellina, una gioia doppia a completare il loro quadro familiare. Ma qualcosa è andato storto al terzo trimestre di gravidanza, la situazione si è improvvisamente complicata, tanto da richiedere un ricovero immediato al settimo mese. E nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari, che hanno fatto nascere i due bambini, e tutte le cure tentate in Rianimazione nei successivi 5 giorni, per la donna non c’è stato nulla da fare: il 22 dicembre se n’è andata.

La lettera del marito Giacomo ai medici che hanno provato a salvare la moglie

Il marito della donna, Giacomo, ha scritto una lunga lettera di ringraziamento ai medici, dopo il tragico epilogo della vicenda, missiva che è stata pubblicata dalla Asl di Brindisi. “Viviana era una donna, una moglie, una mamma fuori dal comune. Mi spiace che non avete avuto la possibilità di conoscerla. Amava la vita ma soprattutto amava la famiglia, tanto da sacrificare la sua vita per darla a due fantastiche creature: Edoardo Maria ed Emilia Maria. In realtà tutte queste sue caratteristiche non moriranno mai. E’ vero, il normale schema della vita non dovrebbe essere questo. Non è giusto che due splendidi gemelli non avanno mai la possibilità di conoscere la loro mamma e che una bimba di 6 anni (Emma Maria) non possa più abbracciare la sua stella. Ma dietro tutto questo dolore, dietro tutta questa ingiustizia c’è comunque un aspetto positivo, aver conosciuto tutti voi, di cui non ricordo i nomi ma che per cinque lunghi e speranzosi giorni siete stati gli angeli custodi di mia moglie, della mamma dei miei figli. Aver visto le lacrime nei vostri occhi mi ha fatto capire tutta la vostra umanità e quanto abbiate sudato, studiato per cercare di dare una speranza a Viviana. Ma purtroppo, così come mi avete insegnato, in medicina 2 più 2 non fa mai quattro. Sento comunque il dovere di ringraziarvi da parte mia, di mia figlia (che spero possa fare il vostro lavoro) e di tutta la mia famiglia per l’impegno, la professionalità e l’umanità che vi rende dei veri e propri angeli custodi in carne ed ossa. Con affetto Giacomo”.

I due neonati sono ancora ricoverati

I due neonati, Edoardo Maria ed Emilia Maria, sono ancora attualmente ricoverati. «Il quadro era di eclampsia: distacco di placenta e rottura delle membrane», si legge in una nota diffusa dall’azienda sanitaria e riportata da BrindisiReport. Pertanto, «la paziente è stata operata d’urgenza: in corso di taglio cesareo presentava coagulazione intravascolare disseminata (Cid) e atonia uterina».
L’azienda sanitaria ha altresì evidenziato che per salvare la vita della donna sono state messe in atto tutte le procedure mediche, chirurgiche e di terapia intensiva previste nel trattamento di questi gravissimi casi.

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