Covid, Schillaci: «Sequenziata solo Omicron. Massima attenzione, ma serve un’azione Ue»

29 Dic 2022 17:09 - di Federica Parbuoni
schillaci

Sono varianti già presenti in Italia quelle riscontrate nei passeggeri positivi al Covid provenienti dalla Cina. A confermare il dato è stato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel corso dell’informativa al Senato sui provvedimenti di controllo sanitario negli aeroporti, attuati per fronte alla nuova minaccia che arriva da Est. Il ministro, che per domani ha convocato l’Unità di crisi del ministero, ha già firmato l’ordinanza che fino al 31 gennaio prevede l’obbligo di tampone per chi arriva dalla Cina sia prima dell’imbarco sia all’arrivo in aeroporto, con conseguente isolamento in caso di positività. Una misura quella dei tamponi in aeroporto già scattata nei giorni scorsi a Malpensa e utilizzata anche per il sequenziamento delle varianti.

Il primi dati arrivati dai tamponi a Malpensa

È sulla base di questi primi dati che Schillaci ha potuto dunque riferire a Palazzo Madama che a fronte di 96 passeggeri sottopostosi al tampone di screening sono stati riscontrati 32 positivi (33%), mentre sul secondo volo, su 123 passeggeri che hanno effettuato il tampone, i positivi trovati sono stati 61 (50%). «I dati preliminari provenienti da varie fonti, compresi i primi risultati di laboratorio del sequenziamento dei campioni raccolti a Malpensa, evidenzierebbero comunque la circolazione di varianti e sottolignaggi già presenti sul nostro territorio», ha aggiunto Schillaci, chiarendo quindi che, se è necessario tenere la situazione sotto controllo per monitorare l’insorgenza di eventuali nuove varianti più pericolose, allo stato attuale vanno comunque evitati allarmismi poiché siamo «ancora all’interno delle sottovarianti di Omicron». Serve «razionalità» e ancoraggio «alle basi scientifiche», ha chiarito il ministro, sottolineando che «il salto evolutivo da monitorare con attenzione sarebbe quello oltre i confini di Omicron, con la nascita di un’altra vera nuova variante di interesse».

Schillaci: «Evitare allarmismi, al momento abbiamo trovato solo Omicron»

«Ma al momento – ha ribadito Schillaci – questa rimane un’ipotesi non supportata da dati epidemiologici reali». Il titolare della Salute, quindi, ha analizzato le debolezze e gli errori che hanno portato la Cina a trovarsi nuovamente in una situazione pandemica di estremo allarme, dai vaccini inefficaci alla politica dello Zero Covid con misure che sarebbero state «inaccettabili» per qualsiasi democrazia, e ha ribadito la necessità di un’azione congiunta a livello internazionale di fronte a quella che ha definito una «tempesta perfetta»: il combinato della scarsa copertura vaccinale e dell’improvviso allentamento delle restrizioni, che ha rappresentato l’innesco per «un impressionante numero di nuovi casi». Le stime non ufficiali degli osservatori occidentali arrivano a oltre 250 milioni di casi, circa un abitante su 5, con una previsione a breve di oltre un milione e mezzo di decessi.

La necessità di un’azione coordinata a livello europeo

«Su mia proposta è stato convocato l’Health Security Committee (Hsc) dell’Ue per discutere di misure congiunte da adottare», ha spiegato il ministro, riferendosi alla riunione di stamattina del Comitato europeo per la sicurezza sanitaria che ha condiviso anche con la Commissione «la necessità di azioni congiunte finalizzate a rafforzare il monitoraggio e il sequenziamento» e al quale lui ha chiesto «che tutti i Paesi membri adottino analoghi provvedimenti» a quelli adottati in Italia. Schillaci, quindi, parlando dei voli indiretti, ha sottolineato che solo un accordo tra i Paesi Schengen può davvero limitare l’afflusso di persone positive dalla Cina. «Ovviamente – ha precisato il ministro – l’attività di sorveglianza attraverso i tamponi all’arrivo dei voli diretti dalla Cina non arresterebbe del tutto l’ingresso sul territorio nazionale a causa dell’arrivo in Italia di passeggeri anche attraverso voli indiretti, il cui tracciamento è pressoché impossibile (a meno che non si reintroducano misure maggiormente restrittive, quali il “Passenger locator form digitale”, e del periodo finestra che potrebbe far sfuggire il rilevamento molecolare del virus all’arrivo».

L’ordinanza di Schillaci sui tamponi obbligatori

Nello specifico, l’ordinanza firmata da Schillaci prevede l’obbligo per i passeggeri in arrivo dalla Cina di presentare all’imbarco un test negativo molecolare effettuato nelle 72 ore precedenti o antigenico effettuato nelle 48 ore precedenti. Ma l’ordinanza prevede anche l’obbligo di sottoporsi a un tampone antigenico al momento dell’arrivo in aeroporto o, «qualora ciò non fosse possibile, entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento». «In caso di esito positivo del tampone antigenico» c’è «l’obbligo di sottoporsi immediatamente a un test molecolare ai fini del successivo sequenziamento e a isolamento fiduciario nel rispetto della normativa vigente», che terminerà dopo tampone negativo. L’ordinanza sarà in vigore fino al 31 gennaio, mentre è prorogato fino al 30 aprile l’obbligo dell’uso delle mascherine «nelle strutture sanitarie, socio-sanitarie, ivi compresi gli ambulatori e gli studi dei medici di medicina generale».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *