Terremoto Juventus: si è dimesso tutto il Cda. Arriva Scannavino, il “giustiziere” di Damilano all’Espresso

29 Nov 2022 9:20 - di Lucio Meo
Terremoto nella Juventus dove tutto il Consiglio d'amministrazione si è dimesso ieri sera, a Borsa chiusa. Arriva il manager Scanavino

Terremoto nella Juventus dove tutto il Consiglio d’amministrazione si è dimesso ieri sera, a Borsa chiusa. Con il presidente Andrea Agnelli, hanno lasciato, in un consiglio straordinario che si è tenuto alla Continassa, il vicepresidente Pavel Nedved, l’amministratore delegato Maurizio Arrivabene e i membri Laurence Debroux, Massimo Della Ragione, Katryn Fink, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio, Giorgio Tacchia e Suzanne Keywood. Il nuovo Cda sarà nominato il 17 gennaio 2023 dall’assemblea dei soci. Intanto, Maurizio Scanavino (nella foto) è il nuovo direttore generale della società. Un manager vicinissimo a Jhon Elkann e al compianto Sergio Marchionne, da anni responsabile del gruppo editoriale Gedi e al centro di duri scontri con i giornalisti, fino alla decisione del direttore dell’Espresso Marco Damilano, che si dimise dopo la decisione di vendere la testata in quanto considerata improduttiva da Scanavino.

Juventus azzerata, Scanavino l’ombra delle inchieste della magistratura

A pesare sulla decisione il coinvolgimento nell’indagine Prisma, aperta dalla Procura di Torino con l’accusa di falso in bilancio, e le ultime contestazioni della Consob, che hanno spinto a rivedere il progetto di bilancio da approvare e far slittare per due volte l’assemblea degli azionisti, fissata al momento per il 27 dicembre. Il Cda “ha nuovamente esaminato le contestazioni della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino, le carenze e criticità rilevate dalla Consob e i rilievi sollevati da Deloitte & Touche S.p.A., società di revisione di Juventus. Con riferimento alle criticità relative alle c.d. “manovre stipendi” realizzate negli esercizi 2019/2020 e 2020/2021”, si legge in un comunicato.

Il Consiglio di amministrazione “ha rilevato che si tratta di profili complessi relativi ad elementi di valutazione suscettibili di differenti interpretazioni circa il trattamento contabile applicabile e ha attentamente considerato i possibili trattamenti alternativi”, viene sottolineato. Alla gestione della spalmatura parziale degli stipendi dei calciatori in epoca covid viene riservato ampio spazio nella nota societaria. Il Consiglio di amministrazione ha deliberato di conferire l’incarico di direttore generale a Maurizio Scanavino. “Per le stesse ragioni, ciascuno dei tre amministratori titolari di deleghe (il Presidente Andrea Agnelli, il Vicepresidente Pavel Nedved e l’Amministratore Delegato Maurizio Arrivabene) ha ritenuto opportuno rimettere al Consiglio le deleghe agli stessi conferite. Il Consiglio ha, tuttavia, richiesto a Maurizio Arrivabene di mantenere la carica di Amministratore Delegato. In ragione di quanto precede, è venuta meno la maggioranza degli Amministratori in carica e, pertanto, ai sensi di legge e di statuto, il Consiglio di Amministrazione deve intendersi cessato”, prosegue la nota.

Chi è il nuovo direttore generale della squadra torinese

Maurizio Scanavino, classe 1973, ha conseguito la laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Torino e ha svolto la sua attività professionale in vari settori (consulenza, automotive ed editoriale) con esperienze in Italia e all’estero. Dopo gli inizi di carriera, prima in Accenture e in seguito nello sviluppo di servizi digitali e di e-commerce, è approdato nel 2004 nel Gruppo Fiat partecipando al rilancio della società guidata da Sergio Marchionne in qualità di direttore di Brand Promotion con responsabilità di marketing e comunicazione per i marchi Fiat, Alfa Romeo e Lancia.

Nel 2007 è entrato nel settore editoriale del Gruppo come direttore dell’area digitale e marketing dell’editrice della Stampa, occupandosi in particolare dello sviluppo prodotto e del portafoglio digitale e diventando tre anni dopo Direttore Generale della concessionaria di pubblicità Publikompass. Due anni fa fu protagonista di un duro scontro con i giornalisti, e l’allora direttore (oggi alla Rai) Marco Damilano, sulla vendita della storica testata dell’Espresso a Bfc Media, del presidente della Salernitana, Danilo Iervolino. Damilano si dimise, la testata fi venduta, a Damilano fu dato un programma in Rai che tuttora conduce. 

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