Speranza: «La sconfitta elettorale? Troppo dura per pensare di risolverla con una gazebata»

8 Nov 2022 9:17 - di Mia Fenice
Speranza

Roberto Speranza, smessi degli abiti del ministro, ora che la sua linea sul Covid è stata archiviata, è alla ricerca disperata di ritagliarsi un ruolo, per non sparire definitivamente dalla scena. La sconfitta elettorale del 25 settembre brucia ancora. E ora cerca di dettare la linea. In un’intervista a La Repubblica, annuncia che Articolo 1 entrerà nella Costituente della nuova sinistra. «Sì, entriamo e valuteremo – ha detto – passo dopo passo il percorso. Lo ha deciso domenica la direzione. Ma servirà un’operazione di sincerità, un processo straordinario. La sconfitta del 25 settembre è stata troppo dura per pensare di risolverla con una gazebata».

Speranza: «Avviare una grande discussione sull’identità»

Come si salva la sinistra? «Solo mettendo al centro la questione sociale. Le vite degli italiani: quelli che non ce la fanno da sempre e quelli che nella crisi si sono impoveriti». E quando gli chiedono che gli italiani votano in prevalenza a destra ormai, risponde: «Infatti la Costituente immaginata da Enrico Letta deve avviare una grande discussione sull’identità.
Chi siamo? Chi vogliamo rappresentare?».

Speranza: il M5s? «Non può rappresentare la sinistra»

Cosa non ha funzionato? «Quando passi nel volgere di un mattino da Giuseppe Conte capo dei progressisti alla celebrazione dell’agenda Draghi c’è un problema enorme che ha a che fare con l’incertezza della tua identità». Il M5s? «Non può rappresentare la sinistra. Non può essere il Movimento di Beppe Grillo a fare la sinistra in questo Paese. Tra l’altro, non ricordo un congresso del M5s sulla loro identità».

«Non basta né il Pd né Articolo 1»

Lei però è per dialogarci, dice Repubblica. «Certo, e non c’è contraddizione. Va aperta un’interlocuzione sulle Regionali, ma non possiamo regalargli la nostra bandiera». Speranza poi dice di condividere l’appello di Letta aprire agli esterni. «È un appello che condivido. Non basta né il Pd né Articolo Uno. Tutte le persone che hanno a cuore le sorti della sinistra devono essere parte di questo processo». Il leader? «Ma questo viene dopo, e sarà conseguente alla definizione dell’identità. Va costruita una nuova casa di tutti. Non ci sono padroni o ospiti».

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