Sfregio a Trieste, i migranti devastano tutto: sanitari divelti, impianti distrutti. La denuncia del sindaco (video)

30 Nov 2022 18:19 - di Martino Della Costa
migranti Trieste

Sullo scempio che i migranti infliggono ormai da tempo, e impunemente, a Trieste, la misura è stra-colma: e il sindaco della città, Roberto Dipiazza, ha deciso di denunciarlo. E con tanto di motivazioni filmate in un video postato su Facebook, che registra lo sfregio inferto a suon di atti vandalici, gratuiti e ingiustificabili. Sanitari divelti, sporcizia sparsa e accumulata ovunque. Impianti e strutture danneggiate, porte smontate, e chi più ne ha, più ne metta. E il primo cittadino, sconfortato almeno quanto indignato, lo sottolinea a chiare lettere nel video, dicendo sconfortato: «Tutto, hanno distrutto tutto, e a questo punto io non faccio nulla per loro…».

Sfregio dei migranti a Trieste: la video-denuncia del sindaco Dipiazza

Il video parla chiaro, più di tante parole. E mostra i danni che hanno provocato i migranti ospiti al campo scout di Prosecco, sul Carso di Trieste dove, come illustra lo stesso sindaco nel girato, sono stati distrutti alcuni servizi igienici e diversi arredi; e dove si vedono dovunque cumuli di immondizia e brandelli di sfacelo. E vedere quelle immagini di distruzione, comminata in sfregio all’accoglienza preposta a fronte di un’emergenza fin qui relegata nell’indifferenza internazionale. Quelle sequenze commentate nel loro susseguirsi dalle parole del sindaco Dipiazza, suscita un moto di sconcerto e di sdegno.

Servizi igienici e arredi distrutti e cumuli di immondizia sparsi o accumulati ovunque

«Cari concittadini, tutti mi chiedono di fare qualcosa per questi extracomunitari che abbiamo in città: “Mettiamoli di qua, mettiamoli di là”. Ma dove li abbiamo messi, come potete vedere dalle immagini, hanno distrutto tutto», rileva con tono disarmato il primo cittadino nella sua denuncia social, rilanciata dal sito de Il Giornale. Un disarmo che nasce dal riscontrare una totale assenza di riconoscenza, di anche un vago senso di apprezzamento…

Migranti a Trieste, lo scempio in un video e nelle parole del sindaco

Immagini, quelle che Dipiazza commenta, che scolpiscono virtualmente un messaggio di assoluto non rispetto per chi si fa carico di un flusso di arrivi ininterrotto di chi, battendo la rotta balcanica, filtra e passa attraverso il confine orientale del nord est. In spregio alle leggi. Alle pattuglie delle forze dell’ordine in servizio. Agli accordi internazionali. Ai controlli. A droni e telecamere. Sull’onda di chi si propone e pone il problema di un’ospitalità che diventa, ogni giorno che passa, sempre di più difficile gestione. Perché a Trieste arrivano dalla rotta balcanica a centinaia ogni giorno.

Migranti a Trieste tra la rotta balcanica e i respingimenti a Ventimiglia

Non solo. A Ventimiglia i respingimenti da parte della polizia francese addossa sulle spalle di città come Trieste il problema dell’accoglienza, elevandolo all’ennesima potenza. E intanto, in Piazza della Libertà, una delle più importanti della città, dove si trova la stazione ferroviaria, ogni giorno, tra il tardo pomeriggio e la sera, arrivano numerosi i migranti provenienti dalla rotta balcanica. Ondate di arrivi che oscillano da un estremo all’altro: a seconda dei mesi, dei controlli, delle espulsioni.

«Perché dobbiamo dare assistenza a chi poi distrugge tutto?»

E allora non si capisce davvero perché, da quelle immagini che raccontano la devastazione e ne ostentano implicitamente la rivendicazione, i migranti accolti a Trieste comunichino solo disprezzo. Arroganza. E maleducazione. Un messaggio che – e questo certo non stupisce – porta il sindaco Dipiazza a chiedersi in conclusione: «Perché dobbiamo spendere i soldi dei cittadini italiani? Perché dobbiamo dare assistenza a chi si comporta in questa maniera? Perché dobbiamo andare a cercare altri posti per sistemarli, se poi distruggono tutto?»…

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