Nov 15 2022

Valter Delle Donne @ 20:34

Regione Lazio, il Pd candida ufficialmente Alessio D’Amato: l’alleanza con il M5s è più lontana

Sarà l’ex assessore alla Sanità di Zingaretti, Alessio D’Amato, il candidato presidente della Regione Lazio del Partito democratico. La decisione è arrivata dalla Direzione regionale del Pd, con un voto pressoché plebiscitario, un solo voto contrario, quello di Marco Miccoli, che chiedeva le primarie.

Il Pd laziale sceglie il candidato benedetto dal Terzo Polo

Il parlamentino dei dem laziali si è riunito al Nazareno e in 34 hanno dato il loro via libera, con il solo voto contrario proprio di Miccoli, alla relazione con cui il segretario Bruno Astorre ha indicato nell’assessore alla Sanità della Regione Lazio il candidato unitario del Pd da portare al tavolo con gli alleati.

Fratoianni potrebbe smarcarsi con un candidato di bandiera

Respinta, quindi, la proposta di evitare il voto e prendere un supplemento di tempo per verificare la possibilità di tenere i Cinque Stelle dentro la coalizione, viste le aperture della grillina Roberta Lombardi, le perplessità della Sinistra e dei Verdi. Dal partito di Fratoianni si continua infatti a marcare la distanza dal Pd e si fa il nome dell’eurodeputato Massimiliano Smeriglio come candidato del partito da anteporre a D’Amato. Al momento solo una ipotesi, in attesa che la riunione di domani pomeriggio tra i partiti della coalizione di maggioranza nel Lazio sciolga anche questo nodo.

Le perplessità di Bettini: “Alessio D’Amato appare come imposto da Calenda”

Sulla candidatura dell’assessore uscente alla Sanità, l’antico kingmaker della sinistra, Goffredo Bettini nega di essersi sentito “scavalcato” nella scelta del candidato per il Lazio, ma ammette di non essere stato consultato. Parlando a ‘Metropolis‘ sul sito di Repubblica il dirigente Pd spiega: “Non mi sono sentito scavalcato. Non sono stato informato, poi voi potete trarre la conclusione. Detto questo D’Amato è una persona che stimo, che ha lavorato bene, un candidato perfetto. Ma lo schema politico penso vada riequilibrato, non può essere una candidatura vista come imposta da Calenda”.