Reddito di cittadinanza, linea dura sui “fannulloni”: il sussidio si perderà al primo rifiuto di un lavoro

7 Nov 2022 8:43 - di Monica Pucci

Le promesse saranno mantenute: il Reddito di cittadinanza sarà tolto a chi non ne ha diritto, sarà riformato nella forma e nel nome e sarà collegato, nella prima fase, alla ricerca di un lavoro, la cui mancata accettazione, ma anche la sola “passività” nel mettersi a disposizione, sarà considerata come un condizione per la revoca del sussidio. Mano dura, dunque, dal governo Meloni, come annunciato in campagna elettorale anche a fronte delle continue notizie di truffe commesse ai danni dello Stato.

I sussidi a scalare e condizionati al lavoro

Il reddito di cittadinanza – scrive oggi il Corriere della Sera – non potrà essere a vita; sarà rinnovabile per periodi sempre più brevi e con un assegno a scalare. Chi rifiuterà anche una sola offerta di lavoro perderà il sussidio, annuncia Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro. «Vogliamo dare una risposta diversa a chi può lavorare: dignità attraverso il lavoro, il sussidio non può essere a vita. Va fissato un termine oltre il quale non si può andare, un po’ come con la Naspi».

Il reddito di cittadinanza “grillino” scomparirà presto

“Dopo i primi 18 mesi, se la persona non ha trovato un lavoro, viene sospesa dal sussidio e inserita per sei mesi in un percorso di politiche attive del lavoro. Per esempio, corsi di formazione adatti al suo profilo e alle richieste delle aziende. Percorso che, ha detto la premier Giorgia Meloni, potrebbe essere retribuito ricorrendo alle risorse del Fondo sociale europeo. Se dopo 6 mesi la persona è ancora senza lavoro, dice Durigon, potrebbe ottenere di nuovo il Rdc, ma con un importo tagliato del 25% e una durata ridotta a 12 mesi, durante i quali continuerebbe a fare formazione. Se anche dopo questo periodo il beneficiario non è entrato nel mercato del lavoro, verrà sospeso per altri sei mesi, passati i quali potrà chiedere per l’ultima volta il Rdc, questa volta solo per sei mesi e per un importo decurtato di un altro 25%. Prenderà cioè la metà di quanto prendeva all’inizio». La riforma prevederà che si decade dal diritto al reddito anche rifiutando una sola offerta congrua di lavoro, oggi due”, scrive il Corriere.

Nel mirino ci sono 660 mila presunti “fannulloni” che non hanno davvero bisogno del sussidio potendo lavorare o avendo scartato, in passato, altre offerte di lavoro.

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