Rave, Meloni smonta le fake news: “È finita l’Italia in cui solo alcuni rispettano le leggi” (video)

6 Nov 2022 12:30 - di Guido Liberati
Meloni rave

“Rave illegali: è finita l’Italia nella quale alcuni rispettano le regole e altri no”: lo scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ripubblicando una parte del suo intervento in conferenza stampa dopo il Cdm.

“Il tema qui non è vietare che la gente si diverta ma impedire che questo si faccia illegalmente e rispettare tutti quelli che per organizzare un rave o una serata in discoteca rispettano le leggi dello Stato italiano: su questo io e l’opposizione siamo su due mondi diversi”, le sue parole nel video postato su Twitter.

Rave illegali: il video di Giorgia Meloni

Rave illegali: la norma è circoscritta, chi paventa pericoli è in malafede

“Nessuna norma è perfetta come non è perfetto nessuno di noi. Posto che c’è la disponibilità a ragionare di modifiche tecniche, quello che non si può modificare è il dato politico di questa scelta: linea dura e questo sarà. La discontinuità rispetto alla stagione Lamorgese è evidentissima”. Lo afferma il ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, in un’intervista ad Antonio Rapisarda per Libero. C’è chi mette in mezzo la libertà di manifestazione: “Ci mancherebbe. La finalità della norma contro i rave party illegali è molto chiara e molto circoscritta. Non c’e’ nessuna ambiguita’. Chi paventa questi pericoli lo fa in perfetta malafede”, conclude Ciriani.

Decreto anti rave, la posizione di Gioventù nazionale

“Con il decreto anti rave finalmente finisce il tempo in cui lo Stato fa finta di non vedere chi non rispetta le regole. Per troppo tempo, infatti, gli organizzatori di questi eventi illegali hanno considerato l’Italia una zona franca dove poter fare qualsiasi cosa senza rispettare le regole”, spiega Fabio Roscani, presidente di Gioventù nazionale, movimento giovanile che strettamente collabora con il partito e la comunità di Fratelli d’Italia. “Il ministro Bernini ha detto chiaramente che la norma non riguarderà scuole e università. Chi continua a sostenere il contrario alimenta una polemica pretestuosa. L’invasione di edifici è già punita, la norma anti rave la circostanzia solo. Se l’articolo 633 del codice penale non è mai stato applicato per scuola e università non si capisce perché la stessa condotta, ma più circostanziata dovrebbe farlo. Il decreto anti rave party, quindi, non reprime in nessun modo il dissenso, tantomeno degli studenti. L’ultima volta che in Italia abbiamo visto reprimere il dissenso dei ragazzi che volevano manifestare pacificamente, c’era un ministro dell’Interno ed un governo sostenuto dalla sinistra, che utilizzando a pretesto le misure anticovid ha emesso circolari che impedivano i cortei nonostante l’emergenza covid fosse stata dichiarata finita”, conclude Roscani.

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