Papa Francesco: «No alla rassegnazione, la pace è possibile. Il Vaticano pronto a mediare»
+ Seguici su Google Discover«Non rassegniamoci, la pace è possibile. Però bisogna che tutti si impegnino per smilitarizzare i cuori, a cominciare dal proprio, e poi disinnescare, disarmare la violenza. Dobbiamo essere tutti pacifisti». Lo afferma il Papa, in un’intervista a La Stampa alla vigilia della sua visita ad Asti, parlando del conflitto in Ucraina. «Volere la pace – continua il Pontefice – non solo una tregua che magari serva solo per riarmarsi. La pace vera, che è frutto del dialogo. Non si ottiene con le armi, perché non sconfiggono l’odio e la sete di dominio, che così riemergeranno, magari in altri modi, ma riemergeranno».
Il Papa: «Impegnati nel sostegno umanitario al popolo ucraino»
Il Papa poi prosegue: «Siamo continuamente attenti all’evolversi della situazione. Come ho detto sull’aereo tornando dal Bahrein, la Segreteria di Stato lavora e lavora bene, ogni giorno, e sta valutando qualsiasi ipotesi e dando valore a ogni spiraglio che possa portare verso un cessate il fuoco vero, e dei negoziati veri. Nel frattempo – continua – siamo impegnati nel sostegno umanitario al popolo della martoriata Ucraina, che porto nel cuore insieme alle sue sofferenze. E poi cerchiamo di sviluppare una rete di rapporti che favorisca un avvicinamento tra le parti, per trovare delle soluzioni. Inoltre, la Santa Sede fa quello che deve per aiutare i prigionieri».
«La Santa Sede è disponibile a fare tutto il possibile»
Il Vaticano è pronto a ricoprire un ruolo di mediatore di pace, a ospitare eventuali trattative? «Come confermiamo da mesi, e come ha dichiarato più volte il cardinale Segretario di Stato Parolin, la Santa Sede è disponibile a fare tutto il possibile per mediare e porre fine al conflitto in Ucraina», risponde il Pontefice.
«Auguro il meglio a governo e opposizione»
Poi nel corso della lunga intervista il Papa Francesco sottolinea: «Non voglio interferire nelle questioni politiche specifiche italiane. C’è un governo legittimo, votato dal popolo, è all’inizio del suo percorso, e auguro il meglio a chi lo guida e ai suoi collaboratori, e anche all’opposizione affinché sia collaborativa, perché il governo è di tutti, e ha come compito e obiettivo il bene comune, e come unico orizzonte a cui puntare un futuro migliore per l’Italia. Domenica abbiamo celebrato la Giornata Mondiale dei Poveri: come a tutti i governanti di ogni Paese, chiedo per favore di non dimenticare gli ultimi».
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