Meloni: «Lavoriamo alla massima velocità. E apriremo una stagione di riforme»

24 Nov 2022 13:38 - di Eleonora Guerra
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Un lavoro che «intende muoversi nel solco della Costituzione» e lungo «due direttrici»: presidenzialismo e attuazione dell’autonomia differenziata. Intervenendo all’assemblea nazionale dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, in corso a Bergamo, Giorgia Meloni ha ribadito la volontà di aprire con il suo governo «una nuova stagione di riforme», che «va scritta nell’ambito di un quadro di coesione nazionale».

Meloni: «Con le riforme istituzioni più vicine ai cittadini»

«In questa sfida i Comuni italiani possano essere nostri alleati, credo sia un lavoro che possiamo fare insieme. Il governo ci sarà, sarà al fianco dei Comuni», ha chiarito il premier, ribadendo che la maggiore autonomia che ciascuna Regione potrà chiedere «avrà come unico obiettivo quello di non creare disparità fra cittadini e, soprattutto, di consentire alle Regioni che oggi sono indietro di realizzare le riforme, le infrastrutture necessarie per migliorare l’efficienza e la qualità dei loro servizi». «Questo duplice obiettivo – ha proseguito Meloni – serve a dare all’Italia un sistema istituzionale che sia più adeguato a rispondere ai bisogni dei cittadini, alle esigenze del suo sistema economico, al nostro ruolo, anche di fronte all’Europa e a livello internazionale».

L’impegno del governo a dare nuova centralità ai Comuni

Il presidente del Consiglio, quindi, ha sottolineato l’importanza che attribuisce ai Comuni e ai sindaci. «Credo fermamente nel ruolo dei sindaci. Tra le priorità di questo governo c’è quella di dare nuova centralità ai Comuni», perché, ha spiegato Meloni, «l’identità italiana si fonda sui Comuni». «Oggi i sindaci sono l’avamposto delle istituzioni, spesso la presenza più prossima», cui «tocca il lavoro più difficile». «Tante volte i sindaci hanno salvato la faccia alle istituzioni», ha riconosciuto il premier, chiarendo che è «arrivato il momento di affrontare il tema della responsabilità dei sindaci e degli amministratori locali». «Bisogna definire meglio, a partire dall’abuso d’ufficio, le norme penali per i pubblici amministratori che oggi hanno un perimetro così elastico da lasciare spazio a interpretazioni troppo discrezionali», con la conseguenze della «”paura della firma” che inchioda la Nazione». «Ve lo annuncio: il governo interverrà», ha annunciato Meloni, ammonendo però, con una citazione da Don Camillo e Peppone, che «se qualcuno ha paura di fare il sindaco, allora meglio che faccia un altro mestiere».

Il ruolo delle amministrazioni locali nel Pnrr

Meloni, quindi, ha sottolineato come anche rispetto al Pnrr i Comuni debbano «essere protagonisti» e il governo «è pronto a fare tutto il possibile affinché svolgano il loro ruolo al meglio». «Il Pnrr – ha ricordato il premier – assegna ai Comuni 40 miliardi di euro per la rigenerazione urbana, una sfida importante in cui hanno bisogno che lo Stato li sostenga. Il governo ha immediatamente riattivato a Palazzo Chigi la cabina regia su Pnrr. Nei primi incontri con le amministrazioni è emersa la necessità di una collaborazione più forte fra il governo, la filiera istituzionale e i corpi intermedi», anche «accelerando iter e rilascio dei pareri» e dunque superando «regole frammentarie nemiche del fare e amiche dell’inerzia».

Meloni: «Sulla manovra lavoriamo alla massima velocità»

Ugualmente bisogna lavorare sul fronte Ue per «verificare le misure più idonee per aggiornare il Pnrr». E sempre guardando a Bruxelles Meloni ha ricordato come il caro energia rappresenti «una spada di Damocle, che drena gran parte delle risorse. Se non interverrà la Commissione europea sarà difficile far fronte a questa emergenza», ricordando poi che «non siamo in una condizione di normalità: il governo è nato in un periodo particolare per la nascita di un governo, in cui ci sono scadenze molto complesse». Sulla manovra, ha aggiunto, «stiamo lavorando al massimo della velocità».

L’appuntamento «per un caffè» tra Meloni e il sindaco di Leopoli

Ma l’assemblea dell’Anci è stata anche l’occasione per un fuori programma con il sindaco di Leopoli, che era a sua volta in collegamento. «Voglio mandargli un abbraccio: il governo italiano continuerà a essere fieramente schierato a sostegno della causa ucraina», ha detto Meloni, ricevendone in cambio l’invito per un caffè. «Mi deve dare la sua parola: le devo fare assaggiare il nostro caffè quando passerà per Leopoli per andare a Kiev a trovare Zelensky», ha detto Anatoly Fedoruk. «Senz’altro andrò a trovare il sindaco e ad assaggiare il caffè, quando mi recherò in Ucraina», ha risposto Meloni.

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