L’Iss: nessuna regione a rischio alto, in calo Rt e incidenza. Schillaci: «Guardare oltre il Covid»

4 Nov 2022 10:45 - di Mia Fenice
Covid

«Nessuna regione è classificata a rischio alto, quattro sono a rischio moderato e 17 classificate a rischio basso. Otto regioni e province autonome riportano almeno una allerta di resilienza. Una regione riporta molteplici allerte di resilienza». Lo registra il report Covid con i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia ministero della Salute-Istituto superiore di sanità (Iss).

Covid, diminuisce l’incidenza settimanale

«In diminuzione l’incidenza settimanale a livello nazionale: 283 ogni 100.000 abitanti (28 ottobre- 3 novembre) contro 374 ogni 100.000 abitanti (20-26 ottobre). Nel periodo 12–25 ottobre, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,95 (range 0,86-1,10), in diminuzione rispetto alla settimana precedente e inferiore al valore soglia», prosegue il report. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero diminuisce e si trova sotto la soglia epidemica: Rt=0,90 (0,87-0,93) al 25 ottobre contro Rt=0,94 (0,91-0,97) al 18 ottobre.

Sale il tasso di occupazione in terapia intensiva

In report evidenzia inoltre che il tasso di occupazione «in terapia intensiva sale al 2,4% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 3 novembre) contro 2,2% (rilevazione al 27 ottobre). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 10,4% (rilevazione al 3 novembre) rispetto al 10,8% (rilevazione al 27 ottobre)».

Schillaci: «Dobbiamo guardare oltre il Covid»

Sul Covid è intervenuto ieri sera a Tg2 Post il ministro della Salute, Orazio Schillaci. «Il Covid – ha sottolineato – è stato una lezione per la sanità italiana e mondiale. Oggi dobbiamo guardare oltre il Covid, perché ci sono altre malattie molto importanti, le malattie oncologiche, le malattie cardiologiche, le malattie croniche, le malattie neurologiche, con tanti pazienti che in questi anni purtroppo non hanno avuto cure adeguate e prevenzione adeguata». Schillaci ha evidenziato la necessità di «guardare oltre la pandemia. E il prezzo della pandemia, oltre che sulle vittime che abbiamo contato in tutto questo tempo, è anche il fatto delle ritardate diagnosi».

«La prevenzione è venuta meno durante la pandemia»

«Io credo che nei prossimi anni avremo purtroppo un incremento, per esempio, delle malattie oncologiche – ha aggiunto Schillaci – la prevenzione è venuta meno nelle prime fasi della pandemia, io da medico ho osservato come c’era nei malati oncologici un ritardo nei follow up».

 

 

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