Kosovo, Crosetto vola nei Balcani: «Italia pronta a facilitare l’intesa con la Serbia»

22 Nov 2022 19:25 - di Redazione
Crosetto

Guido Crosetto e Antonio Tajani in missione congiunta in Serbia e Kosovo. Obiettivo: allentare le tensioni tra i due Paesi. L’Italia può tentare di essere «protagonista di pace» perché – come hanno sottolineato i due ministri – nei Balcani è presente anche un nostro contingente militare. Il titolare del dicastero della Difesa e il suo collega degli Esteri hanno fatto tappa a Pristina e a Belgrado per cercare di portare una schiarita nei minacciosi rapporti serbo-kosovari. «Abbiamo parlato dei tempi difficili, come quello che sta succedendo a nord al confine con la Serbia, delle preoccupazioni di come il clima è peggiorato nelle ultime settimane e della disponibilità dell’Italia di cercare insieme una soluzione a un problema che impedisce lo sviluppo, per il Kosovo, per la Serbia, di reciproco rispetto e soddisfazione», ha detto Crosetto al termine dell’incontro con il suo omologo kosovaro Armend Mehaj.

Crosetto è in missione congiunta con Tajani

«Se l’obiettivo di tutti e due – ha proseguito Crosetto riferendosi a Kosovo e Serbia – è quello di entrare nella grande famiglia dell’Europa, in una famiglia bisogna saper convivere e, quando due membri di una famiglia futura magari non vanno d’accordo, la responsabilità degli altri membri della famiglia è di farli sedere a tavola e farli mettere d’accordo in modo che nessuno dei due, però, si senta alla fine trattato in modo diverso rispetto all’altro. Questo – ha aggiunto il ministro della Difesa – è l’obiettivo che noi ci poniamo nel prossimo futuro con l’Italia e per cui ci rendiamo disponibili. È troppo importante questa parte dell’Europa per lasciarla da sola in momento di difficoltà».

Le preoccupazioni dell’Europa

La principale preoccupazione della comunità europea è che la guerra in corso ad Est tra Russia e Ucraina arrivi a contagiare i Balcani inasprendo antiche rivalità. Serbia e Kosovo sono le nazioni maggiormente indiziate. È il motivo per il quale Crosetto e Tajani hanno assicurato ogni sforzo utile a spegnere il fuoco che cova prima che divampi.

 

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