Fenomenologia di Santori, l'”eletto” del Pd invita le Sardine al Congresso: e si becca il due di picche

14 Nov 2022 13:28 - di Giulia Melodia
Santori Sardine

Fenomenologia di Santori, da precario attivista a politico politicante. Da sardina anti-Pd, all’epoca degli esordi bolognesi dell’ennesima burrasca in un bicchier d’acqua della corrente anti-casta – quando nuotava nella scia della strategia sloganista della prima ora grillina – al dopo M5S versione apri-scatole. Ossia, al tuffo nelle acque agitate dem dopo il trampolino di lancio della candidatura nel partito di Letta alle amministrative di Bologna. Un tuffo carpiato annunciato ufficialmente al numero uno del Nazareno a cui ha detto: «Mi sono iscritto al Congresso Pd». Cioè a quel partito che, il buon Mattia Santori pre-candidatura alle elezioni comunali, aveva definito «tossico» e «malato».

Fenomenologia di Santori, dalle Sardine a “eletto” del Pd

Una figura – al netto delle figuracce – a cui oggi Il Giornale dedica un ritratto irriverente quanto divertito che, tra le varie considerazioni, rileva anche: «Ospite in tutte le tv, talk show e stracciamento di maroni, rivoluzione e ribalta nazionale. Poche competenze. Tanto ego. Dose elevata di opportunismo (ma ha anche una bella càrtola dài), riccioloni svagati, smoked salmon socialist, molto social – con più hater che follower – una collaborazione con Autostrade per l’Italia come esattore. Organizzatore di nascondini elettorali per bambini, un’imbarazzante pagina Facebook ultra-agiografica (e fotone con la braga sudata da bici), Happy hour e tanto anti-salvinismo.
A sinistra per molto meno ti trovano un posto da deputato».

L’annuncio di Santori a Letta: «Mi sono iscritto al Congresso Pd»

Perché, se è vero che il fenomeno delle Sardine è ormai da archiviare nel sommerso delle basse maree della politica, è altresì realistico cercare di capire dove va certa sinistra. E con lei, i pesciolini rossi generati da una sua costola, e poi svezzati nel mare della politica dall’alto del presidio emiliano-romagnolo. Perché, scrive sempre Il Giornale, «solo una città come Bologna, la roccaforte del Benessere, Due Torri e un reddito medio fra i più alti d’Italia. Bologna la Grassa, una specie di villaggio Valtur di Asterix e Obelix – di qua dal vallo della Ztl i sardiniani, di là i barbari lumbard – poteva generare Mattia Santori, il Messia ittico dei pesci pelagi».

L’invito di Santori alle Sardine: venite anche voi

Pesciolini tentati o meno dall’abbocco, che oggi comunque rappresentano per l’ex capo-fila un capitale umano, sociale e politico, a cui rivolgersi esortando il passaggio dallo snorkeling movimentista a pelo d’acqua, alla traversata nel mare aperto dei dem. Con la prima spinta data con l’invito a partecipare al Congresso del Pd. Lui intanto  va avanti e garantisce che porterà al congresso lo spirito delle Sardine. Loro però, in quanto movimento, declinano l’invito e dicono che non lo seguiranno. «Una scelta personale», bollavano l’iniziativa santoriana le attiviste ittiche Pamela Canfora e Valentina Perna appena 3 giorni fa dalle colonne di Repubblica.

Le Sardine a Santori: «Mattia? La sua è una scelta personale»

Dove, poche righe più in basso, Andrea Garreffa, altro fondatore, ribadiva: «Si può incidere anche senza ricercare la visibilità. Si è più indisturbati quando si resta sotto il pelo dell’acqua». Così, il messaggio che Santori ha lanciato nella bottiglia, resta a galleggiare in un mare di intenzioni naufragate tra gaffe, errori, divisioni e strappi, appelli alla droga libera, referendum su cannabis ed eutanasia, e ztl reali e metaforiche. Convinto che il Pd non debba “annacquare” le sue idee guardando al centro. Ma riemergere e tornare in scena. O quanto meno, battere un colpo. Lo spettacolo, sembra garantire Santori, è solo all’inizio…

 

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