Lazio, Zingaretti rimanda ancora le dimissioni: «Entro 3 settimane». FdI: «Lasci subito»

12 Ott 2022 19:19 - di Federica Parbuoni
zingaretti

Nicola Zingaretti ha finalmente dato una tempistica per le sue dimissioni, ma rimandandole ancora. Il governatore del Lazio ha infatti annunciato che non lascerà prima di due o tre settimane. L’addio alla Regione è un passaggio obbligato per Zingaretti, ormai diventato incompatibile alla luce dell’elezione alla Camera dei deputati. Restava dunque solo da capire quando, in una vicenda in cui il Pd ha scelto di mantenere la postazione il più a lungo possibile, nonostante motivi di opportunità avrebbero potuto far propendere anche per dimissioni contestuali all’ufficializzazione della candidatura.

Zingaretti: «Mi dimetto dopo il collegato di bilancio, in 2 o 3 settimane»

«La legislatura regionale è conclusa abbiamo approvato il collegato in bilancio in giunta che sta per andare in consiglio, molto importante. Si può fare in due o tre settimane, subito dopo io mi dimetterò. A quel punto la forbice credibile per le elezioni sarà tra il 18 dicembre e fine gennaio. Ma deciderà l’alleanza e il consiglio», ha spiegato Zigaretti, intervistato dal direttore del Messaggero, Massimo Martinelli, e dalla giornalista Barbara Jerkov nell’abito di Controcampo, la videorubrica politica del quotidiano. Poiché è improbabile una campagna elettorale nel pieno del periodo natalizio, è dunque plausibile pensare che la data delle elezioni sarà a partire dalla metà di gennaio.

FdI: «Rimandare serve solo al Pd e ai suoi amici, si dimetta subito»

«Zingaretti giustifica il rimandare delle sue dimissioni per approvare in Aula il collegato al bilancio. Un provvedimento che racchiude principalmente quattro cose: la svendita del patrimonio Ater, l’accordo con il M5s attraverso articoli sulla transizione ecologica, finanziamenti a pioggia ai soliti amici e il trasferimento delle competenze regionale in materia urbanistica al sindaco di Roma del Pd», ha spiegato la consigliera regionale di FdI, Laura Corrotti, sottolineando che «se deve rimanere per approvare questo testo, si può tranquillamente dimettere perché può essere importante per il Pd e i suoi amici, ma non per i cittadini del Lazio».

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