Lo scivolone di Giannini su Meloni: «In ritardo sul governo». Rampelli: «Studiate la Costituzione, capre!» (video)

12 Ott 2022 16:10 - di Federica Parbuoni
giannini meloni

Ha suscitato un certo sconcerto l’analisi offerta ieri nel corso della trasmissione Otto e mezzo dal direttore de La Stampa, Massimo Giannini, sul fatto che Mario Draghi impiegò solo dieci giorni a formare il governo, mentre Giorgia Meloni sarebbe in ritardo, sintomo delle difficoltà interne al centrodestra. A stupire è in particolare il fatto che un’analisi di questo genere di fatto imputa alla leader di FdI la mancanza di una lista pubblica di chi andrà a ricoprire ogni casella. Lista che, però, hanno ricordato in molti, non è a disposizione dei cittadini per il semplice fatto che non può esserlo, mancando ancora l’incarico da parte del presidente della Repubblica.

Meloni: «Se e quando riceveremo l’incarico, saremo pronti»

Sul tema è intervenuta la stessa Meloni, con un post su Facebook. «Sento noti “giornalisti” dire scandalizzati che “Giorgia Meloni non è ancora riuscita a formare il governo, mentre Draghi ci ha messo solo 10 giorni”. Vale la pena ricordare a questi professionisti dell’informazione – ha commentato la leader di FdI – che il Presidente della Repubblica non ha ancora dato l’incarico ad alcuno e nessuno può oggi formare un governo. Se e quando riceveremo l’incarico, state tranquilli che non perderemo un minuto».

Fazzolari rinfresca la memoria a Giannini: «Meloni NON può fare il governo»

Su Twitter a scatenare un certo dibattito è stato invece un post del senatore Giovanbattista Fazzolari, per il quale «ormai La7 è al livello dei tabloid più infimi. Giannini “Draghi ci ha messo solo 10 giorni a fare il governo, la Meloni non lo ha ancora fatto”. Peccato – ha scritto l’esponente di FdI – che Giorgia Meloni non ha ancora ricevuto l’incarico dal Presidente della Repubblica e NON può fare il governo».

Rampelli: «Capre, prima di parlare studiate i fondamentali»

Insomma, per dirla con Fabio Rampelli, a molti servirebbe un ripasso della Costituzione. «Ma quale ritardo! I detrattori a ogni costo di Giorgia Meloni dovrebbero ricordare che questa è una democrazia parlamentare. Fino all’insediamento del nuovo Parlamento, dell’elezione dei presidenti di Camera e Senato, della costituzione dei gruppi parlamentari, il Quirinale non può nemmeno stilare il calendario delle consultazioni», ha ricordato il vicepresidente della Camera, aggiungendo che «il paragone fra la formazione del governo Draghi e il lavoro politico per la definizione del perimetro del governo Meloni è fuori ogni logica». Dunque, «basta aprire un qualsiasi manuale di diritto pubblico o leggere l’articolo 94 della Costituzione: “Il governo deve avere la fiducia delle due Camere”. Capre! Prima di parlare studiate i fondamentali».

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