Russia, niente riduzione della pena per l’ex cestista americana Griner. L’appello conferma i 9 anni

25 Ott 2022 16:18 - di Mia Fenice
Griner

Il tribunale di Krasnogorsk, vicino Mosca, ha respinto il ricorso presentato dagli avvocati dell’ex cestista americana, Brittney Griner, condannata in primo grado a nove anni di carcere con l’accusa di possesso e traffico di droga. Secondo il tribunale si tratta di una condanna ”equa” e per questo l’ha confermata in appello. Intervenuta in collegamento video, Griner si è scusata per quello che ha definito ”un errore ingenuo” e si è detta ”molto, molto stressata”.

Brittney Griner: sentenza di condanna confermata in appello

L’avvocato della donna, Alexander Boykov, ha detto alla corte che «nessun giudice dirà onestamente che la condanna a nove anni di Griner è in linea con il diritto penale russo».

Griner è rinchiusa nel carcere di Novoye Grishino, appena fuori Mosca. Alla vigilia dell’appello i suoi due avvocati, Maria Blagovolina e Alexander Boykov, avevano dichiarato di aspettarsi una riduzione della pena.

La Casa Bianca: «Condanna farsa»

La Casa Bianca stigmatizza la nuova “condanna farsa” di Brittney Griner, ne chiede a Mosca “l’immediato rilascio” e ribadisce che l’amministrazione Biden sta facendo “ogni sforzo” per ottenere la liberazione della star del basket. In una dichiarazione, il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, parla delle «intollerabili circostanze, in cui Griner continuerà la detenzione ingiusta dopo aver affrontato un altro procedimento giudiziario farsa».

«Immediato rilascio»

Ricordando che Joe Biden è stato sempre chiaro nel chiedere «l’immediato rilascio», Sullivan sottolinea che l’amministrazione «nelle ultime settimane, ha continuato a dialogare con la Russia attraverso ogni canale disponibile e fare ogni sforzo per portare Brittney a casa e chiedere il rilascio dei altri americani detenuti in Russia, tra i quali Paul Whelan».

«Il presidente ha dimostrato di essere disposto a spingersi molto e prendere decisioni difficili per riportare americani a casa», conclude, con quello che appare come un riferimento a scambi di prigionieri, ricordando che la Casa Bianca è «in regolare contatto con le famiglie e continua ad ammirare il loro coraggio di fronte a queste circostanze inimmaginabili».

 

 

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