Martina Rossi, l’ultimo schiaffo ai genitori: tentarono di stuprarla e lei morì. Da oggi sono in semilibertà

24 Ott 2022 11:39 - di Greta Paolucci
Martina Rossi

Martina Rossi, l’ultimo schiaffo ai genitori: dopo appena due settimane di carcere, da oggi i due condannati per la morte della studentessa ventenne sono in semilibertà… Hanno dovuto incassare anche questo colpo, i genitori di Martina Rossi: questa mattina i due condannati per l’omicidio della loro unica figlia hanno lasciato il carcere di Arezzo per usufruire del regime carcerario più “soft”. Da oggi, i due trentenni di Castiglion Fibocchi potranno andare a lavorare. Vivere fuori dalle mura del penitenziario la loro giornata. Avere, quanto meno fino a sera, una vita tornata il più possibile alla normalità: lavorando con i rispettivi genitori. E rientrando in cella di sera. Per la mamma e il papà di Martina, invece, la sentenza non cambia. Non si affievolisce. E non ammette sconti: i genitori della 20enne morta nell’agosto del 2011 restano condannati all’ergastolo del dolore: fine pena mai.

Caso Martina Rossi: i due condannati lasciano il carcere per la semilibertà

Sono loro stessi a ribadirlo, in uno dei giorni più duri del lungo calvario giudiziario patito con pazienza e sofferenza. Attraversato a viso aperto e cuore in mano, per ottenere giustizia e verità che questa risoluzione giudiziaria finale sembra rinnegare. «A noi Martina non ce la ridà nessuno. Noi siamo condannati all’ergastolo mentre Albertoni e Vanneschi hanno ricevuto solo tre anni e per di più possono beneficiare del regime di semilibertà», ha commentato non a caso Bruno Rossi, il papà di Martina. «Non hanno mai chiesto scusa per quello che hanno fatto, né si sono mai pentiti. La condanna all’ergastolo è solo per noi», ha aggiunto la mamma della vittima, Franca Murialdi.

Semilibertà per i due condannati: l’ultimo “schiaffo” ai genitori di Martina Rossi

La vita di Martina si è spezzata quel 3 agosto di 11 anni fa, quando la studentessa genovese appena 20enne, precipitò dalla terrazza di una camera d’albergo a Palma di Maiorca, (dove si trovava in vacanza con delle amiche), proprio per fuggire a un tentativo di violenza sessuale di gruppo. Tutto è finito quel tragico giorno in Spagna, anche per i genitori della giovane, che hanno sempre raccontato di vivere come senza respirare. Piegati da un dolore che non dà tregua. E fiaccata da un iter giudiziario lungo e faticoso, per affrontare il quale hanno fatto appello alle ultime forze rimaste loro.

I due aretini 30enni erano in carcere dal 7 ottobre scorso…

Eppure, nonostante gli sforzi e l’impegno. La fiducia e la tenacia, alla fine tutto è culminato nella decisione del Tribunale di sorveglianza di Firenze, che ha disposto la detenzione in regime di semilibertà per i due trentenni aretini. Un provvedimento arrivato come uno schiaffo in pieno viso ai due poveri genitori di Martina che oggi vivono come una beffa la decisione dell’Aula. Una risoluzione che vede i due condannati in Cassazione e reclusi dal 7 ottobre scorso, uscire dopo appena due settimane di carcere. Questa mattina: quando si sono lasciati alle spalle il portone del penitenziario, pronti a ricominciare…

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA