Gli alpini celebrano i 150 anni a Napoli: 5 mesi fa la campagna di fango contro le penne nere

14 Ott 2022 8:52 - di Carlo Marini

A Palazzo Salerno, sede del Comando Forze Operative Sud, sono state presentate le manifestazioni in programma dal 14 al 16 ottobre prossimo per commemorare i 150 anni del Corpo degli Alpini a Napoli, proprio dove nacquero il 15 ottobre 1872.

Il comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito gen. C.A. Ignazio Gamba e il vicepresidente vicario dell’Ana Federico di Marzo hanno portato il loro saluto, raccontando come gli alpini in questo secolo e mezzo siano stati protagonisti della nostra storia. Il generale Gamba ha parlato della caratteristica innate e immutate degli alpini di ieri e di oggi, ovvero quella di vivere, muovere e combattere in montagna e in climi artici, mentre Federico di Marzo ha evidenziato il ruolo di custode delle tradizioni del Corpo rivestito dall’Associazione Nazionale Alpini che vanta oltre 340mila soci attivi nella protezione civile e nella solidarietà, menzionando il contributo importante fornito dagli alpini in congedo all’organizzazione della manifestazione, che vedrà l’arrivo a Napoli di migliaia di penne nere da tutta Italia.

La campagna di fango contro gli alpini a Rimini

Nel maggio scorso, una campagna social e di stampa gettò fango sugli alpini in occasione della 93ma adunata a Rimini. Delle “oltre 500 segnalazioni di molestie”, annunciate all’indomani del raduno delle penne nera, dall’associazione femminista “Non Una di Meno”, solo una si era concretizzata effettivamente in una denuncia. Denuncia che, a luglio, si è poi conclusa con l’archiviazione della Procura di Rimini.

Saranno numerose le iniziative che dal 14 al 16 ottobre vedranno gli Alpini protagonisti a Napoli, venerdì 14 con una mostra storica a Palazzo Reale, le esibizioni musicali delle fanfare alpine e dei Bersaglieri nelle principali piazze cittadine cui seguirà la Messa solenne nella basilica di San Francesco di Paola, officiata dall’ordinario militare. La cerimonia clou in piazza Plebiscito sabato 15 alle ore 10, con la sfilata di tutte le bandiere dei reggimenti alpini insieme al Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini, sul quale sono appuntate le 209 Medaglie d’Oro al Valor Militare meritate dagli appartenenti al Corpo. L’evento sarà marcato dall’omaggio agli alpini da parte delle Frecce Tricolori che sorvoleranno la piazza al termine della cerimonia.

Dal 14 al 16, in via Caracciolo sarà aperta la Cittadella degli Alpini, lo spazio espositivo che propone mezzi ed equipaggiamenti di ultima generazione in dotazione alle Truppe dell’Esercito, che contano oggi su oltre diecimila uomini e donne che vengono da tutte le Regioni italiane, inquadrati in complessi di forze che operano attualmente con la NATO in Ungheria e in numerose città italiane nell’operazione Strade Sicure, e si addestrano sulle Alpi e sugli Appennini.

La storia degli alpini: nati a Napoli il 15 ottobre 1872

Gli alpini nascono il 15 ottobre 872 su proposta del capitano di Stato Maggiore Giuseppe Domenico Perucchetti, come forza a reclutamento locale per la difesa dei confini di montagna. Devono la loro notorietà a un insieme di azioni militari eroiche, spesso accompagnate da enormi sacrifici di vite umane, compiute in tutti i teatri di guerra in cui l’Italia ha combattuto nella contemporaneità, soprattutto nella Prima e Seconda guerra mondiale. Tutto questo accompagnato da una narrazione pubblica, letteraria e cinematografica che ha imposto la figura dell’alpino come emblematica dello spirito di sacrificio, dell’abnegazione e della generosità del soldato italiano.

In questo secolo e mezzo ci sono le campagne militari, il battesimo del fuoco in Africa, le prime medaglie d’oro al valor militare (tra cui quella del napoletano Edoardo Bianchini, capitano dell’artiglieria da montagna, caduto ad Adua nel 1896), l’epopea della Grande Guerra con i combattimenti in quota in condizioni climatiche proibitive, i sacrifici nella Seconda Guerra Mondiale in Grecia e in Russia, il contributo importante alla Liberazione e infine la rinascita del dopoguerra e il passaggio al modello professionale delle Forze Armate.

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