Arrestata 16enne che stava per simulare un finto stupro da parte del fidanzato ignaro

29 Ott 2022 10:24 - di Paolo Lami
Palermo

Era già in Comunità di recupero per i ripetuti episodi di maltrattamenti, estorsione e rapina che aveva commesso ai danni dei suoi familiari, ma è stata arrestata e trasferita direttamente in un carcere minorile quando il giudice ha letto l’informativa dei carabinieri che ricostruivano come quella 16enne stesse architettando la simulazione di uno finto stupro per incastrare il suo fidanzato.

È accaduto in provincia di Monza dove i carabinieri della stazione del Comune di Besana in Brianza hanno eseguito nei giorni scorsi l’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale per i minorenni di Milano su proposta della Procura minorile, nei confronti della 16enne già in comunità per avere, da aprile 2021 a luglio 2022, maltrattato la madre e la sorella di 9 anni con continue e sistematiche ingiurie, offese e angherie.

Attacchi legati alle sue intemperanze caratteriali e alle continue richieste di denaro che estorceva, con cadenza pressoché quotidiana, alla famiglia.

Le angherie della 16enne nei confronti dei familiari avevano assunto toni sempre più accesi e pesantemente  intimidatori, : era arrivata a distruggere i mobili dell’appartamento di famiglia e le porte di casa quando le venivano negati i soldi che chiedeva scaraventando gli oggetti e colpendo i familiari con pugni e calci.

La ragazzina aveva instaurato in casa un clima di terrore determinando, secondo i carabinieri, nelle vittime uno stato di soggezione psicologica e di prostrazione.

Raccolti gli indizi, lo scorso 22 luglio i carabinieri avevano portato la 16enne in una comunità femminile a Renate ma, fra agosto e settembre, la ragazzina aveva creato parecchi problemi ed era stata ritenuta anche responsabile del furto di un pianificando di simulare di aver subito una violenza o un approccio sessuale da parte degli educatori della comunità e, per questo, aveva chiesto a un’altra ospite della struttura di reperirle il liquido seminale del proprio ragazzo.

Di fronte a questi episodi, avvenuti nel corso del breve periodo di permanenza nella comunità di Renate, segnalati dai carabinieri all’autorità giudiziaria minorile, su proposta del pubblico ministero il gip del Tribunale per i minorenni di Milano ha disposto l’aggravamento della misura cautelare della permanenza in comunità con quella del carcere. La 16enne è stata quindi prelevata a Renate dai carabinieri e trasferita all’Istituto di pena minorile di Pontremoli.

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