All’asta il capolavoro di Chagall rubato dai nazisti al proprietario che fu spedito nel lager di Auschwitz

7 Ott 2022 13:31 - di Marta Lima

La casa Phillips metterà all’asta il 15 novembre a New York il dipinto “Le Père” di Marc Chagall con una stima tra 6 e 8 milioni di dollari. Eseguita nel 1911, durante un periodo di trasformazione nella carriera dell’artista, si tratta di una delle quindici opere d’arte che il governo francese ha restituito all’inizio di quest’anno agli eredi dei legittimi proprietari, dopo che era stato accertato che erano state ingiustamente trafugate dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.

“Le Père” di Chagall sottratto dai nazisti a un deportato ad Auschwitz

L’opera di Chagall ha fatto parte per lungo tempo della collezione di David Cender, costruttore di strumenti musicali di Łódź, in Polonia. L’opera fu espropriata dalla collezione nel 1940 prima che Cender fosse inviato ad Auschwitz con la sua famiglia. Nel 1966 il quadro fu riacquistato dallo stesso Chagall, che aveva una particolare predilezione per il dipinto, visto che ritrae il suo amato padre. Nel 1988 l’Archivio Chagall aveva donato il quadro al Musée national d’art moderne, Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi. Questo è il primo lavoro facente parte di queste quindici opere d’arte restituite ad andare in asta.

Un capolavoro che testimonia l’arte del grande pittore

Jeremiah Evarts, Deputy Chairman, Americas, and Senior International Specialist, 20th Century & Contemporary Art, ha dichiarato: “Phillips è onorata di poter scrivere un importante capitolo del viaggio intrapreso da questo dipinto nel corso dell’ultimo secolo. L’eredità di Chagall è fondamentale per la storia dell’arte occidentale e Le Père si può considerare un capolavoro all’interno della produzione dell’artista. La storia straziante e avvincente che questo dipinto ha vissuto in seguito al suo completamento – e che poi ha fatto sì che tornasse nel dominio della famiglia Cender – rende la storia di Le Père ancora più affascinante. Ci congratuliamo con il governo francese per la dedizione dimostrata nel restituire opere così importanti alle loro collezioni originali e alle famiglie dei loro legittimi proprietari”.

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