Rampelli: “A sinistra tre puledrini di Troia cercano di infilarsi, ma non ce la faranno mai”

6 Set 2022 8:56 - di Sara De Vico

“Ritengo che la foto fosse del tutto casuale. E i media morbosamente cerchino di dividere un centrodestra che è unito”. Fabio Rampelli, in una lunga intervista a Libero, rispedisce al mittente le interpretazione giornalistiche sull’istantanea che ritrae la Meloni  con le mani nei capelli quando a Cernobbio Salvini parla delle sanzioni alla Russia. E denuncia l’ossessione della stampa per FdI, “mentre ignora clamorosamente lo tsunami che sta travolgendo la sinistra. Che voleva il campo largo e si è spaccata in tre campetti da paddle”.

Rampelli: le sanzioni sono dannose ma necessarie

Anche sulla guerra russo-ucraina nessuna esitazione da parte del centrodestra. “Non è contro l’Ucraina ma contro l’Europa e l’Occidente”, dice il vicepresidente della Camera. Capolista alla Camera per Lazio 1 e  in corsa anche all’uninominale in un collegio che comprende alcune periferie difficili. “Non reagire significa autorizzare la dittatura russa a muovere militarmente contro qualunque altra nazione ritenga appartenere al suo antico impero. Le sanzioni sono dannose per chi le riceve ma anche per chi le emette. Però, purtroppo,  sono necessarie”.

Le alleanze internazionali non cambieranno

La narrazione sui rischi che un futuro governo a guida Meloni abbandoni l’alleanza atlantica è pure fantasia. “Le alleanze internazionali non cambieranno”, spiega Rampelli. “Semmai ci sforzeremo di puntellarle con l’istituzione di un esercito europeo a rafforzare la Nato”. Nessun pericolo alle porte per le democrazie. “È il timore disperato della sinistra di perdere il potere che la induce a spargere notizie infondate. Che penalizzano l’Italia. La stampa estera dovrebbe preoccuparsi di un partito che governa da 11 anni senza aver mai vinto le elezioni”.

Sana competizione ma compattezza

Nessun crepa dentro il centrosinistra che sfiora il 50%. “In un sistema che prevede anche una competizione tra i partiti di una coalizione c’è tra noi grande compattezza”, ribatte il parlamentare di FdI. Che giudica positiva l’alternanza della leadership nel corso degli anni. Forza Italia, poi Lega e, ora, da Fratelli d’Italia. “Significa che il parere dei cittadini per noi è decisivo, lo rispettiamo e ci alterniamo nella conduzione, restando uniti. Una bella lezione per tutti”. I nostri avversari – aggiunge – sono tutt’altro che deboli. “FI ha più del doppio del cosiddetto Terzo Polo. La Lega sta sopra il M5S che nel 2018 è stato il primo partito italiano. Insieme sfioriamo il 50%”.

A sinistra si dividono per limitare i danni

La mission di Fratelli d’Italia per Rampelli è chiara da tempo. “Fin dalla fondazione, Fdi aveva l’obiettivo di diventare un movimento di massa di ispirazione conservatrice. Chi ha una capacità previsionale lavora per costruire strumenti efficaci per servire la propria comunità. È quello che ho sempre detto, già dal Msi, prima di An”. Anche sulla strategia del centrosinistra nessun dubbio. Dietro le apparenti liti c’è un disegno. “Sapendo di perdere, hanno deciso di dividersi. Per minimizzare lo scarto complessivo. Sono puledrini di Troia che cercano solo di infilarsi nelle mura del centrodestra”.

Lavoriamo per un governo di rinascita nazionale

Calenda lo fa apertamente, auspicando perfino un governo di unità nazionale con Fdi. Proposta e irricevibile. “Noi diversamente da lui, che ha fatto della sua lingua un groviglio, abbiamo una sola parola”, taglia corto Rampelli. “Siamo per un governo di rinascita nazionale legittimata dalle urne. E non di finta unità fondata sulla gestione del potere. A noi interessa servire la nazione, non sottometterla”. Futuro ministro dei Trasporti, visto la battaglia per il salvataggio di Ita? “Figurarsi, intanto le elezioni dobbiamo vincerle, poi si vedrà. Io sono un soldato e starò al mio posto. Su Ita difendo gli interessi economici dell’Italia oltre che la sua meravigliosa tradizione aviatoria. Altri hanno perseguito obiettivi diversi”.

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