Pedrizzi: «Se la nuova “Ita” va in mani straniere il rischio di licenziamenti di massa è dietro l’angolo»

21 Set 2022 16:41 - di Riccardo Pedrizzi
Le trattative con il fondo straniero "Ceryares" sono in corso ma rischiano di penalizzare i lavoratori. Se ne occuperà il nuovo governo?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Nei giorni scorsi si sarebbe dovuto tenere l’Assemblea dei soci di italia Trasporto Aereo, che, però, è andata deserta, perché il Mef ha ritenuto di non intervenire ancora finanziariamente prima che si perfezionino le trattative in corso con le varie cordate interessate alla nostra compagnia di bandiera. Prima tra tutte, quella guidata dal fondo Certares. I fondi sono organismi che sorgono per iniziativa di ex Manager di grandi compagnie che avendo le conoscenze raccolgono il risparmio monetario delle grandi famiglie di capitalisti ( i cosiddetti ” family office “) con lo scopo di assicurare un rendimento superiore a quello dei “Bond” e cioè i nostri BOT.
I Family Office vogliono quindi rendimenti – cioè cedole alte – ed il rientro rapido dei soldi investiti, per fare poi altre operazioni di mercato e così a ripetizione: è il cosiddetto “mordi e fuggi”.
I fondi non sono perciò investitori stabili, ma mettono soldi e, cercando di migliorare la gestione delle imprese acquisite, vogliono subito rendimenti alti ed il rientro del capitale sul breve termine.
Nel caso di Ita, se volessimo fare una simulazione, si potrebbe procedere a licenziate 1000 dipendenti, magari con l’aiuto di agevolazioni del Governo, cioè a carico degli italiani, il Fondo risparmierebbe 100.000.000 di euro in termini di costi aziendali, che equivalgono in base ai moltiplicatori di mercato a circa 2 miliardi di euro di valore dell’azienda, che potrebbe così senza particolari sforzi, essere poi rivenduta ad altri investitori, portandosi a casa enormi guadagni. Pertanto- continuiamo nell’ipotesi- se dovesse investire 600.000.000 di euro, dopo poco tempo potrebbe rivendere ad oltre 2,5 miliardi con guadagni stratosferici, lasciandoci ancora in difficoltà. Infatti nelle stesse informazioni che fornisce il fondo statunitense sulla propria attività è scritto: “Certares favorisce l’efficienza dei costi, la crescita inorganica tramite acquisizioni, investimenti in tecnologia e l’ottimizzazione della struttura di capitale al fine – udite, udite – massimizzare il ritorno sul capitale investito”. Appunto, come si diceva prima.
Vuoi vedere che questa è proprio la strategia di Certares? Cioè della capofila della cordata costituita anche da Air France-klm e Delta, che si appresta a mettere le mani sulla nostra compagnia di bandiera in cambio di una presunta, residuale governance pubblica, che in realtà sarebbe l’ennesimo premio a qualche boiardo di Stato. Peraltro se questo dovesse essere l’esito di trattative che inizialmente avevano visto il governo Draghi impegnato a veicolare l’operazione Ita verso la cordata a partecipazione nazionale Aponte/Lufthansa, a cui erano favorevoli tutti i sindacato dei lavoratori, sarebbe veramente incomprensibile e sospetta l’accelerazione imposta in “zona Cesarini” da un Esecutivo in scadenza. E costituirebbe un vero e proprio scippo ai danni del prossimo governo, unico legittimato ad assumere decisioni di questa portata.

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