“Liberare la cultura” oggi a Roma. Ruggeri: è la grande battaglia di chiunque andrà al governo

20 Set 2022 20:35 - di Sara De Vico

“Svecchiare la cultura e renderla più fruibile, soprattutto fra i giovani, è la grande battaglia che chiunque avrà in mano le sfere del potere nei prossimi anni dovrà affrontare”. Ne è convinto Enrico Ruggeri, presente alla Sala Umberto di Roma alla iniziativa “Liberare la cultura” lanciata dal mensile CulturaIdentità. Un appello-manifesto al prossimo governo, di qualsiasi segno sarà, per una cultura pluralista, svincolata da pregiudizi ideologici e steccati. L’iniziativa, promossa da Giampaolo Rossi, porta la firma di fondazioni e associazioni che da anni si impegnano per la valorizzazione della cultura e dell’identità italiana. Un immenso patrimonio di idee e di bellezza da difendere, dicono.

Liberare la cultura, Ruggeri: deve essere svecchiata

Ma la cultura è identitaria o universale? “La cultura di per sé è pluralista. E fra le tante culture è presente naturalmente anche il concetto identitario. Anche se non ritengo che sia questa la priorità”, risponde il popolare cantautore milanese intervistato dall’Adnkronos. “Io sono qui per contribuire a rendere la cultura piacevole e spettacolare. Ho due figli adolescenti di 17 e 12 anni e quando parlo di cultura alzano gli occhi al cielo ritenendo che sia qualcosa di polveroso. Ma la cultura cinema, è musica, è letteratura, è pittura: per questo dico che va svecchiata”.

Pino Insegno: la cultura deve essere trasversale

Tra gli ospiti dell’evento, che ha ricevuto centinaia di adesioni, tanti protagonisti del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo. “L’unico metro di giudizio, anche per un artista, dovrebbe essere il merito. Ma purtroppo non è pienamente così”. È il parere di  Pino Insegno anche lui presente all’iniziativa, convinto che la cultura debba essere “trasversale, senza limiti e confini”. “E deve essere liberata da certi dogmi”, incalza l’attore e comico romano. “perché la cultura non deve avere colore politico ma soltanto la volontà di fare cose belle e di valore”.

Anna Falchi: dobbiamo unirci e fare una filiera

Dello stesso parere, improntato all’anti-ideologia, anche l’attrice Anna Falchi. “Sto qui, come rappresentante del mondo dello spettacolo, perché qui si parla finalmente di cultura in modo più ampio. Credo fermamente nell’appello a liberare la cultura e a renderla finalmente una priorità. Troppe persone sono state dimenticate: invece, dobbiamo unirci e fare filiera”.

Luca Barbareschi: dobbiamo investire sull’Italia

Luca Barbareschi punta l’indice contro la cultura gramsciana che in tutti questi anni ha distrutto la creatività. “La cultura italiana è morta”, dice il regista e attore dal curriculum politicamente scorretto. “Dobbiamo investire perché ciò che si fa oggi sia ricordato fra 500 anni. Altrimenti avremo solo un cumulo di ruderi. Ma per far questo, serve una cultura che sia libera da ogni ideologia. Se non facciamo questo, siamo finiti”. Va difesa l’identità culturale italiana – ribadisce – l’idea che rifacciano Il Gattopardo in inglese mi fa rabbrividire… Noi siamo italiani, né meglio né peggio degli altri. Parliamo la nostra bellissima lingua e abbiamo la fortuna di poter leggere in italiano Dante, Petrarca, Leopardi, D’Annunzio, Pirandello. E allora, perché abdicare e dare le nostre tasse solo alle multinazionali straniere. Che hanno a cuore un altro core business e una narrazione che non è la nostra?”.

Sylos Labini: oggi si usa la cultura per fare politica

Presente all’iniziativa che mira a un “Nuovo Rinascimento” anche l’attore e regista Edoardo Sylos Labini, che insiste sulla necessità di sprigionare nuove energie per un’Italia degli artisti. “Visto che il nostro Paese è conosciuto ed invidiato in tutto il mondo per il suo talento artistico. E va fatto senza modelli imposti”. Per Sylos Labini, oggi la cultura non è libera. “Si usa per fare politica, anche nel servizio pubblico tv. Ma gli artisti possono essere di destra, di sinistra, di centro, non importa. Vanno giudicati per le loro opere d’arte e per la loro creatività”.

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