Dalla rossa Garbatella alla leadership. Il ritratto della Meloni del Financial Times: coraggiosa e capace

6 Set 2022 13:56 - di Elsa Corsini

Dal quartiere rosso della Garbatella, dove è nata e cresciuta, al centro del potere politico. Con ottime chance di essere il prossimo primo ministro italiano. Il Financial Times dedica un lungo ritratto a Giorgia Meloni. Ripercorrendo la vita e le tappe della carriera politica della leader di Fdi. Da quando, giovanissima, aderì al Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi, a quando con Alleanza nazionale si è unita al Pdl guidata da Silvio Berlusconi. Fino alla fondazione di Fratelli d’Italia alla fine del 2012.

La Meloni vista dal Financial Times: dalla Garbatella al potere

Il quotidiano mette in luce le capacità della Meloni. La maturità di affidarsi a poche persone scelte. E di aggiustare il tiro sul tematiche importanti, come l’Ue. Nel 1992,  ricorda il Ft, è entrata nel Movimento sociale italiano dopo il brutale assassinio nel  del giudice Borsellino. E lo scandalo di Tangentopoli, che ha coinvolto migliaia di politici e funzionari, ma non l’estrema destra italiana. “È entrata in un mondo feroce. Con un’aspra competizione tra studenti di sinistra e di destra che a volte è esplosa in risse nelle strade, nelle scuole e nelle università”, scrive il Ft. Che riporta anche le parole dell’amico Marco Marsilio. “Aveva il coraggio di un leone e non si lasciava strappare di mano il microfono. Le violenze e le aggressioni non l’hanno spaventata. Sono diventati un motivo in più per alzarsi in piedi”.

I conservatori e le posizioni sulla Ue

Oggi, all’apice del suo potere, è accusata da più parti di essere vicina al fascismo, ricorda il quotidiano,  proprio per le sue esperienze giovanili. Meloni però ha sempre respinto le accuse di essere fascista. Sostenendo invece di essere conservatrice e definendo “diffamazione delle élite politiche di sinistra” la narrazione secondo un governo da lei guidato minaccerebbe la democrazia e la stabilità internazionale. Sotto i riflettori anche la stagione di Alleanza nazionale, nella coalizione di governo di Berlusconi nel 1994. E poi l’elezione in Parlamento nel 2006. La guida del ministero della Gioventù nel 2008 che la incoronò il più giovane ministro italiano della storia. Quindi la nascita di FdI e la presidenza dell’Ecr, il partito dei conservatori e riformisti europei.

“Un’instancabile lavoratrice. Coraggiosa”

Il quotidiano britannico sottolinea la caparbietà della leader di FdI. Il suo essere una “instancabile lavoratrice”. La capacità di leggere la realtà e aggiustare il tiro. Come nel caso di Bruxelles. Nel 2019 denunciava la “deriva antidemocratica” dell’Ue, scrive il Financial Times. “Ma dopo i 200 miliardi di euro di fondi europei per la ripresa dopo la pandemia, Meloni ha smorzato le sue critiche. E  ha espresso un fermo sostegno all’Ucraina e al ruolo più ampio dell’Italia nell’alleanza Nato”.

La cerchia ristretta di persone fidate

La sua forza risiede anche nell’essersi affidata a una cerchia ristretta di persone. Come il cognato Francesco Lollobrigida e la sorella Arianna. “Allo stesso tempo però è alla ricerca di tecnocrati esperti e credibili per dirigere ministeri chiave. E raccoglie anche le simpatie degli imprenditori, che pensano e sperano sia in grado di rilanciare l’economia italiana dopo Draghi”.

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