Altro che Benigni, la sinistra in ginocchio dalla Ferragni: un suo aiutino da casa? “È più di una speranza”

17 Set 2022 18:13 - di Giulia Melodia
Ferragni

In tempi di magra di sponsor d’eccezione, più che ai titoli la sinistra al lumicino guarda ai numeri (che nei sondaggi non le stanno dando ragione). E allora, orfani di cineasti e cantautori doc, Pd e compagni s’aggrappano alla Ferragni (e fa pure rima, meglio dei loro slogan)… Sembrano davvero lontani i tempi in cui la sinistra ricorreva ad attori, registi e vip dei salotti radical chic per promuovere immagine e campagne elettorali. Oggi, difficilmente vedremo un Benigni o chi per lui che solleva in braccio Enrico Letta, come invece il guitto toscano fece con Enrico Berlinguer. Niente numi tutelari o vestali blasonate a tenere vivo il sacro fuoco radical chic, stavolta: al massimo, all’apice dei veleni di questa campagna elettorale, abbiamo registrato lo sfogo virulento di qualche cantante – Elodie in testa a tutte –. Gli insulti di bassa leva postati da Kasia Smutniak. L’invettiva surreale firmata Bertè, che ammoniva la Meloni sul cancellare la fiamma «perché l’ha detto Liliana Segre». A cui si aggiunge il coro delle varie madonne pellegrine di Tik Tok, in cerca di fama e di like…

Attacchi alla Meloni: la sinistra s’aggrappa alla Ferragni

Insomma, a parte il regista Virzì, sceso nell’arena degli insulti giusto ieri, la sinistra che si presenta alle elezioni del 25 settembre, non ha grossi sponsor su cui far leva. Non paragonabili a quelli che ieri rilanciavano il Pci di Berlinguer. E così, da Largo del Nazareno, ci si attacca con le unghie e con i denti – più o meno platealmente – alla Ferragni. Che, anche se non è una loro candidata, ha cominciato a prenderci gusto a sparigliare le carte e dire la sua, cimentandosi su un terreno scivoloso. E così, dopo aver esordito con delle sciocchezze sull’aborto e sulle presunte iniziative illiberali in cantiere – che la Meloni ha smentito chiaramente e in più di un occasione – nei giorni scorsi l’influencer che ama definirsi un’imprenditrice digitale, è tornata alla carica. E un dato è chiaro a tutti, dem compresi: quello che poterono ieri cantautori di grido e cineasti affermati, oggi tocca chiederlo a vincitori di reality e presenzialisti social

Il Pd rilancia l’endorsement dell’influencer alla sinistra

E Il Giornale, che ha raccolto sul punto varie voci, conferma e dimostra: è la Ferragni «la nuova icona. La nuova speranza di una sinistra in crisi di consensi e d’identità. Sia chiaro, nessuno a Largo del Nazareno si aspetta che la moglie Fedez dica apertamente “Votate Pd” oppure “votate centrosinistra”. Anzi, i deputati dem non appena sentono il suo nome sorridono o storcono il naso. Ma poi non disdegnano l’aiutino “esterno”». Del resto, che l’influencer goda di credibilità su una vasto bacino d’utenza giovanile è cosa nota. Una certezza a cui aggrapparsi perché, come conferma al quotidiano milanese la deputata dem Chiara Gribaudo, «sicuramente tutti coloro che ci danno una mano sono i benvenuti, compreso Chiara Ferragni»…

L’effetto Ferragni? «È più di una speranza»…

Un gancio che non sembra disdegnare neppure la collega Alessia Rotta, che sulla questione ha a sua volta commentato: «La Ferragni fa bene a esprimere valori progressisti e ci fanno piacere le sue posizioni. Mi auguro che i giovani la ascoltino perché oggi l’informazione passa anche tra i social». Non solo. Così, per qualcuno che nei corridoi del Pd si mostra più cauto, ce anche chi, dall’area di centrosinistra rilancia e alza il tiro. Come l’ex parlamentare Pino Pisicchio che – riferisce sempre Il Giornale –  parla di un «effetto Ferragni» che «è più di una speranza. Lei raccoglie circa 27 milioni di follower, perlopiù giovani che tendono all’astensione. Se avesse fondato un partito, avrebbe raccolto voti da questo “bacino”», sentenzia con estrema sicurezza il presidente del gruppo misto della scorsa legislatura.

E per un Fratoianni che ostenta sicurezza anche senza aiutini dell’influencer c’è chi…

La stessa sicurezza che Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ostenta asserendo addirittura di non aver neppure bisogno dell’endorsement della Ferragni. Perché a sinistra, dice il numero uno di SI, «i giovani sono già dalla nostra parte»… Cosa di cui non deve essere proprio convinto Riccardo Magi di +Europa che, assai più prudenzialmente, prova a recuperare in corner. E sull’aiutino da casa delle Ferragni rimedia all’uscita di Fratoianni, dicendo: «La Ferragni ha ragione. Se, poi, questo ci favorisce anche dal punto di vista elettorale, sono ancora più contento». E contenti loro

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