Zaporizhzhya, l’Aiea chiede di inviare una missione nella centrale nucleare

12 Ago 2022 13:02 - di Roberto Frulli

Nel giro di poche ore l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, sembra aver cambiato improvvisamente parere sulla centrale nucleare di Zaporizhzhya conquistata dai russi, che la stanno gestendo con tecnici ucraini, e pericolosamente bombardata da Kiev che ha lanciato una sessantina di missili intorno al compendio danneggiando, fra l’altro, i sensori che rilevano le radiazioni.

Se fino a ieri l’Agenzia internazionale per l’energia atomica riteneva che la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhya  non presenta un rischio per la sicurezza nonostante i continui bombardamenti oggi, invece, il capo dell’agenzia atomica internazionale, Rafael Grossi, nel corso della riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha detto che “questo è un momento serio e grave e l’Aiea deve essere autorizzata a condurre una missione a Zaporizhzhya il più presto possibile” avvisando anche che vi potrebbero essere “conseguenze catastrofiche” se continuano i combattimenti intorno alla centrale nucleare più grande d’Europa.

L’ambasciatore russo all’Onu, Vasily Nebensya, ha affermato la piena disponibilità di Mosca ad avere questa missione “al più presto possibile, forse anche entro la fine di agosto”.

Il nuovo appello di Grossi è arrivato poche ore dopo che la società ucraina che gestisce l’impianto, Energoatom, ha denunciato che ieri l’area è stata colpita cinque volte, anche nei pressi di un deposito di materiale radioattivo.

“Il tempismo è cruciale” ha avvertito Grossi nel suo intervento affermando che l’Aiea è pronta a guidare una missione di esperti nell’impianto e chiedendo a Russia ed Ucraina di collaborare per la sua realizzazione.

Gli esperti potrebbero svolgere gli interventi urgenti di protezione dell’area ed esercitare un’influenza stabilizzante per “impedire che avvengano incidenti nucleari”.

Dal canto suo la Russia potrebbe accettare di istituire una zona demilitarizzata Zaporizhzhya ma non restituirebbe mai, ha detto Vladimir Dzhabarov, vice capo della Commissione Esteri della Duma, il controllo della centrale nucleare, la più grande d’Europa, all’Ucraina.

Dzhabarov, che è esponente del partito di Vladimir Putin “Russia Unita, afferma che la “demilitarizzazione” dell’impianto sarebbe “ragionevole” ma che “la Russia deve mantenere il controllo della centrale“.

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