Roma, campi rom fuori controllo. La denuncia dei vigili: «Ormai non ci possiamo più entrare»

3 Ago 2022 11:18 - di Natalia Delfino
campi rom roma

I campi nomadi di Roma sono ormai diventati delle zone franche, enclave fuori da ogni controllo. La denuncia arriva dalla polizia locale, che lamenta di non potervi più entrare, con tutto ciò che questo implica in termini di sicurezza. «Fino a un paio di anni fa, e almeno ogni quindici giorni, gli uomini nello Spe entravano nei campi nomadi per controlli molto approfonditi che oggi non si fanno più: andavamo all’alba e verificavano se nei moduli abitativi erano ospitate le persone autorizzate a stare lì. Soltanto così si evitano, per esempio, casi di racket delle stesse abitazioni. E una volta dentro, era anche più facile scovare la presenza di materiale rubato o di rifiuti», ha spiegato Marco Milani, leader romano del Sulp, il Sindacato unitario lavoratori polizia locale.

I vigili: «I campi rom sono off limits, noi non li controlliamo più»

Lo Spe è il gruppo speciale Sicurezza pubblica ed emergenziale. Nato durante la giunta Alemanno era il «fiore all’occhiello» del corpo della polizia di Roma Capitale «nel contrasto di tutte le attività illegali registrate nei campi rom autorizzati e non della Capitale», come ricorda Il Messaggero che dà conto delle proteste dei vigili per il fatto che quei compiti ora non si svolgono più. «Oramai facciamo soltanto dei presidi statici davanti ai campi rom, con una volante al loro ingresso, ma non c’è più nessun reale controllo negli insediamenti, come si faceva fino a qualche anno fa. E ora i campi sono sempre più off limits con quello che la cosa comporta in termini di ordine pubblico e sanitari», hanno spiegato gli agenti, che attraverso i sindacati denunciano come siano cambiate le priorità d’intervento.

Le nuove priorità per la polizia di Roma Capitale: movida e tavolino selvaggio

«Con il cambio alla guida del corpo le priorità sembrano diverse, e adesso gli uomini dello Spe sono impegnati in operazioni secondo noi vetrina, come rincorrere i venditori di acqua e i saltafila al Colosseo. Intanto, davanti ai campi rom, i singoli gruppi continuano a mantenere i loro presidi con una volante, ma servono a poco, per contrastare i fenomeni criminali che si possono creare in questi insediamenti», ha chiarito ancora Milani, reduce con il suo sindacato da due assemblee di lavoratori sul tema e in procinto di affrontarne altre due. Nel mezzo c’è stato il caso denunciato dallo stesso Messaggero di un cittadino derubato di zaino e Apple Watch che, dopo aver localizzato i propri beni all’interno del campo rom di via Candoni, si è sentito dire dagli agenti che non potevano intervenire per recuperarli.

Gli agenti chiedono di tornare a fare i controlli

«Rispetto al passato a Roma sono cambiate le esigenze di ordine pubblico», si legge ancora sul Messaggero, dove si spiega che per quanto riguarda i campi rom lo Spe «in quest’ultimo anno è sembrato più impegnato in azioni di contrasto allo smaltimento di rifiuti». «Ma gli uomini del Corpo chiedono all’amministrazione comunale di tornare più attivi come in passato», conclude l’articolo, facendo riferimento alle istanze del sindacato.

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