Orban vola negli Usa per incontrare Trump e partecipare alla conferenza dei conservatori

3 Ago 2022 17:07 - di Redazione
Orban

Viktor Orban vola negli Stati Uniti dove incontra Donald Trump prima di partecipare alla conferenza del Cpac, la conferenza dei Conservatori che si riuniranno nel weekend in Texas. «Abbiamo discusso di molte questioni interessanti», ha scritto a proposito del premier ungherese l’ex presidente Usa su Truth, il suo social personale. «Siamo impegnati a fermare l’immigrazione illegale, tenere basse le tasse e soprattutto siamo impegnati per la pace», ha scritto su Twitter il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, pubblicando anche diverse foto dell’incontro tra il premier magiaro e «l’importante alleato» americano.

L’elogio dell’ex-presidente a Orban: «Leader forte»

Il primo ministro ungherese è una personalità molto divisiva anche negli Stati Uniti. Oltreoceano, infatti, non è passata inosservata la sua riluttanza ad approvare le sanzioni contro Vladimir Putin per la sua aggressione all’Ucraina. Tanto è vero che nei mesi scorsi l’attuale presidente Joe Biden non lo ha invitato al summit per la democrazia alla Casa Bianca. In realtà, l’economia magiara dipende molto dal gas di Mosca. È questo è stato il principale motivo che ha spinto Orban ad apporre il veto sulla proposta di embargo. Ma se per Biden Orban è una sorta di impresentabile, per Trump è un alleato di cui andare orgogliosi.

Lotta comune all’immigrazione illegale

Prova ne sia l’endorsement in suo favore, nello scorso aprile, quando il premier magiaro era in lizza per la sua quarta rielezione. In quell’occasione The Donald non esitò a definirlo «un leader forte che ha fatto un lavoro potente e fantastico per proteggere l’Ungheria, fermando l’immigrazione illegale». Una relazione speciale, dunque, quella fra i due leader, riecheggiata anche all’interno della conferenza del Cpac. «Entrambi – si legge infatti nell’invito dei Conservatori al leader ungherese – comprendono non che dobbiamo essere controllati dalle corporation liberal ed estremiste o dai miliardari che pensano che la gente comune non possa prendere le proprie decisioni».

 

 

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