Lo strappo fa male al Pd, ma anche a Calenda: nell’ultimo sondaggio Azione precipita al 2%

9 Ago 2022 15:53 - di Carlo Marini
Calenda Sondaggio

Il divorzio tra Letta e Calenda fa male a entrambi: è quanto emerge dal sondaggio realizzato dall’istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky Tg24, diffuso oggi dal canale all news, dal quale, inoltre, si capisce che gli italiani sono anche estremamente sfiduciati su quello che sarà il futuro dell’Italia dopo le elezioni che il 53% ritiene ben peggiore di quello delle altre due grandi nazioni dell’Unione Europea, ovvero Francia e Germania.

Sondaggio, effetto Calenda: cala il centrosinistra, FdI resta primo partito

In particolare, per quanto riguarda le intenzioni di voto, la coalizione di centrodestra – rispetto alla scorsa rilevazione – cresce grazie all’avanzamento della Lega e di Forza Italia mentre arretra il centrosinistra, prevalentemente a causa dell’uscita del leader di Azione Carlo Calenda. Quest’ultimo partito e +Europa sono stati sondati separatamente nell’ottica di una scissione imminente e sommati perdono 1 punto percentuale mentre cresce il M5S. Nel dettaglio, Fratelli d’Italia resta stabile al 24,2%, il PD scende al 22,3% (-1,1%). La Lega registra un 14% (+0,5%) mentre il M5S ottiene il 10,6% (+0,7%). FI raggiunge l’8,9% (+0,9%); Sinistra italiana/Europa Verde si attesta al 3,9% (-0,1%); ItalExit al 3,2% (+0,6%); Azione al 2% (la scorse settimana era stata rilevata con +Europa), Italia Viva al 2,2% (-0,4%); Impegno Civico all’1,5% (- 0,3%); +Europa all’1,6% (la scorse settimana era stata rilevata con Azione).

Calenda dato in calo anche aggregato con la Bonino

Secondo un altro istituto di sondaggi, quello di Swg, era in calo anche il dato aggregato di Azione e +Europa, dati ancora insieme nonostante lo strappo di Carlo Calenda con il Pd, scendeva al 6,5% con una flessione dello 0,3%. Noi con l’Italia – L’Italia è al Centro allo 0,8%; Unione Popolare allo 0,7%; Udc – Coraggio Italia allo 0,3%. La quota di indecisi e astenuti è pari al 38,7%.

Preoccupa l’esercito di astenuti

I due temi principali responsabili del progressivo aumento dell’astensione sono – in base al sondaggio – gli interessi particolari dei politici (52%) e il non mantenere da parte dei partiti gli impegni assunti (49%). L’accordo sulla priorità di questi due punti è unanime, con un picco tra gli elettori del Movimento 5 Stelle (38%). Questo è vero per chi vota, ma in maniera più sfumata anche per chi non vota, dove pesa anche invece il problema della crisi della rappresentanza (29% chiede un mantenimento delle promesse elettorali, il 27% cerca un partito che lo rappresenti). Ad ogni modo, il desiderio di andare alle urne non è particolarmente predominante tra gli italiani (47% hanno poco o nessun entusiasmo, 46% ne hanno abbastanza o tanto), ma tra gli astenuti l’indifferenza per le elezioni raggiunge l’89%.

 

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