Liberi di scegliere: adesioni bipartisan al manifesto contro le fake news in campagna elettorale

8 Ago 2022 15:14 - di Giovanni Pasero
liberi di scegliere

“A pochi giorni dalla presentazione del manifesto dei cento costituzionalisti e giuristi contro la denigrazione degli avversari, arrivano ulteriori adesioni. Altri settanta cattedratici, infatti, hanno deciso di sottoscrivere l’appello ‘Liberi di scegliere’ per una campagna elettorale all’insegna ‘del rispetto, della pari dignità, della solidarietà politica e della responsabilità'”. E’ quanto si legge in un comunicato.

“Agli autorevoli nomi che già avevano aderito al manifesto, tra i quali Antonio Baldassare, Franco Bassanini, Luciano Violante, Felice Giuffre, Francesco Alberoni, Enzo Cheli, Paola Balducci, adesso si sono aggiunti tra gli altri Giuseppe de Vergottini (già ordinario di diritto Costituzionale, Università di Bologna), Alessandro Pajano (presidente emerito del Consiglio di Stato e già Segretario generale della Presidenza del Consiglio), Giovanni Tria (Ordinario di Economia Politica Università Tor Vergata e già ministro dell’Economia), Andrea Crisanti (Ordinario di Microbiologia, Università di Padova), Federico Carli, docente di Economia pubblica e politica economica, Università LUISS-Guido Carli, presidente Associazione Guido Carli), Giampaolo Galli (docente di Economia Politica e direttore dell’Osservatorio dei Conti pubblici presso Università Cattolica Sacro Cuore, Milano), Mauro Mazza (Giornalista, già direttore Tg2 e Rai1), Gianpaolo Rossi (già consigliere d’amministrazione Rai), Antonino Provenzano (ambasciatore), Ugo Patroni Griffi (Ordinario di Diritto Costituzionale, Università Vanvitelli Napoli e Direttore CIRB Centro interuniversitario di Ricerca bioetica)”.

“Si tratta di esponenti di diversi orientamenti politici accomunati dal desiderio di ricondurre ad un clima di solidarietà e responsabilità una campagna elettorale iniziata nel peggiore dei modi e che vede ogni giorno di più degenerare, anche attraverso la diffusione di false notizie e dossier che -conclude la nota- rischiano di confondere gli elettori e di avvelenare i pozzi della democrazia”.

Il testo integrale dell’appello

Di seguito il testo dell’appello: “Nei momenti più delicati nella vita di una nazione grava in capo a ciascun componente della comunità il dovere di agire senza mettere in discussione quel minimo comune denominatore, fondato sulla pari dignità sociale dei cittadini, su cui si regge la convivenza politicamente organizzata. La Costituzione italiana evoca questo essenziale principio di condotta già nelle sue prime battute, allorché nell’art. 2 richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, accanto a quelli di solidarietà sociale ed economica. La Carta, inoltre, agli art. 3 e 21, richiama all’osservanza della pari dignità sociale anche nelle manifestazioni del pensiero e delle opinioni e all’art. 49 impone il rispetto del metodo democratico nella competizione tra i partiti”.

“Tra i fondamenti dell’ordinamento repubblicano vi è certamente il diritto-dovere dei cittadini di scegliere liberamente i propri rappresentanti in Parlamento e il correlato diritto di tutti i partiti politici e dei loro esponenti di competere democraticamente per l’acquisizione del consenso, aspirando al governo del Paese secondo la propria visione dell’interesse generale”.

Il manifesto prosegue: “La dialettica democratica, i principi di libertà e rispetto, insieme al richiamato dovere inderogabile di solidarietà politica postulano la reciproca legittimazione dei concorrenti, il ripudio di ogni atteggiamento di contrapposizione radicale, teso a mettere in discussione il diritto di ciascuna forza politica ad aspirare alla guida del Paese con il consenso degli elettori, così come, ancor di più, forme di discriminazione o di screditamento, da qualsiasi parte provengano, fondate sulle caratteristiche fisiche o sulle posture di chi è considerato avversario e, talvolta, addirittura ‘nemico’ politico. Il dovere di accettare la fisiologia della competizione politica e gli esiti che gli elettori determineranno non grava soltanto sui partiti e sui loro esponenti, ma su tutti i soggetti e le componenti della comunità, che, in ogni democrazia pluralista, contribuiscono ad alimentare il dibattito e ad orientare l’opinione pubblica (stampa, accademia, istituzioni economiche e sociali, etc.)”.

Liberi di scegliere: appello contro le fake news

“A maggior ragione nei momenti di grande instabilità economica, sociale e geopolitica come quello che stiamo attraversando – con la necessità di mantenere un saldo impegno corale, insieme agli alleati europei e occidentali, contro gravi minacce da ultimo concretizzatesi con l’aggressione dell’Ucraina da parte della Russia – elementari istanze di responsabilità e di ‘correttezza costituzionale’ impongono il ripudio di ogni atteggiamento discriminatorio o delegittimante, che, prescindendo dalla volontà degli elettori e dal rispetto delle normali dinamiche istituzionali e costituzionali, alimenti contrapposizioni radicali, forme di delegittimazione morale, condizioni di sospetto e inquietudine sociale fondate su congetture, narrazioni prive di riscontri o addirittura vere e proprie ‘fake news'”.

“Nell’architettura democratica e pluralista della Carta repubblicana ogni diritto e ogni libertà – compresa la libertà di manifestazione del pensiero e quella di stampa – si declinano in parallelo ai doveri di solidarietà, al principio di responsabilità, di osservanza del metodo democratico e all’esigenza di rispetto della dignità della persona. Auspichiamo, dunque -è la conclusione di ‘Liberi di scegliere’- che tutti i soggetti convolti nella campagna elettorale appena iniziata, ma anche nel dibattito pubblico a questa connesso, rispettino le istanze del pluralismo e del reciproco rispetto, pur nella legittima e necessaria dialettica tra differenti visioni politiche e culturali, affinché possa svolgersi un confronto chiaro e netto tra idee, programmi, progetti alternativi sui quali gli elettori potranno liberamente esprimersi”.

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