Le toghe rosse e gialle di nuovo nelle liste, FdI: «Serve una commissione d’inchiesta»

18 Ago 2022 11:32 - di Redazione
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Le toghe rosse (e gialle) tornano inesorabilmente nelle liste. Negli ultimi anni sono stati candidati dalla sinistra due ex magistrati di peso come Pietro Grasso e Franco Roberti. Entrambi prima al vertice della Dna e poi andati in pensione. Grasso era già stato giudice estensore della sentenza del maxi processo a Cosa Nostra, poi parlamentare del Pd e poi presidente del Senato, infine fu eletto cinque anni fa con Leu. Non compare, almeno per il momento, nelle liste del Pd. Anche Roberti era stato procuratore nazionale prima di essere, nel 2019, eletto europarlamentare del Pd. Ora è il Movimento cinquestelle a puntare sui magistrati, candidando nel listino bloccato di Conte, Federico Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato. Ex procuratori Antimafia, in passato alla guida uno della Procura di Napoli prima e della Dna poi, e l’altro della Procura generale di Palermo.

Toghe, FdI: «Il lupo perde il pelo ma non il vizio»

«Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ed ecco che la sinistra ripropone nelle proprie liste i nomi di importanti magistrati in pensione. Altro che terzietà della giustizia. Il M5S, in particolare, ha una vera e propria passione. Nel loro listino, infatti, ci sono due importanti ex magistrati, Roberto Scarpinato e Cafiero De Raho. Ho già proposto una commissione d’inchiesta che verificasse il ruolo di potenti magistrati poi passati nelle file del Pd. Dopo questa ulteriore vicenda, sarà assolutamente necessaria». Lo dichiara il Questore della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli.

Magistrati che entrano nelle liste, sì alla commissione  d’inchiesta

«Circa un mese fa», chiarisce Cirielli, «ho proposto l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sulle indagini contro il Pdl avvenute nel periodo in cui ero presidente della Provincia di Salerno e Franco Roberti, ex assessore regionale di De Luca e ora eurodeputato del Pd, era procuratore del tribunale di Salerno. Indagini che hanno portato decine di persone a essere indagate, perquisite e perfino arrestate. Tutte inchieste per lo più finite archiviate in istruttoria o comunque nel nulla, con assoluzioni in tutti i gradi di giudizio. Ma che hanno indirettamente e oggettivamente avvantaggiato De Luca alla conquista della Regione nel 2015,perché disarticolarono e delegittimarono in quegli anni, nel salernitano, dove l’attuale governatore sbancò, il centrodestra».

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