La Premier League elimina il rito di inginocchiarsi prima di ogni gara: tanti calciatori restavano in piedi

3 Ago 2022 15:20 - di Luisa Perri
Premier League, in ginocchio

I giocatori della Premier League non si inginocchieranno più prima di ogni partita, ma rimarranno impegnati a combattere il razzismo e tutte le forme di discriminazione. Lo hanno fatto sapere attraverso un comunicato, i capitani dei club della Premier League, in vista dell’imminente inizio della nuova stagione, hanno ribadito il loro impegno nella lotta al razzismo e a tutte le forme di discriminazione. I giocatori – fanno sapere attraverso un comunicato – hanno deciso che si inginocchieranno in momenti specifici del torneo per amplificare il messaggio che il razzismo non ha posto nel calcio e nella società.

La Premier League – si legge nella nota – sostiene la decisione dei giocatori e, insieme ai club, utilizzerà queste opportunità per diffondere i messaggi antirazzisti come parte della campagna di sensibilizzazione “No Room for Racism”. Nello specifico i giocatori si inginocchieranno nella partita di apertura della stagione, nelle partite di “No Room for Racism” a ottobre e marzo, nelle partite di Santo Stefano, quindi dopo la conclusione del mondiale in Qatar, nelle partite dell’ultima giornata di campionato e nelle finali della FA Cup e della EFL Cup.

“Abbiamo deciso di selezionare momenti significativi per metterci in ginocchio durante la stagione per evidenziare la nostra unità contro ogni forma di razzismo e così facendo continuiamo a mostrare solidarietà per una causa comune – hanno dichiarato i capitani delle squadre -. Rimaniamo fermamente impegnati a sradicare il pregiudizio razziale per creare una società inclusiva con rispetto e pari opportunità per tutti”.

In Premier League diversi calciatori restano in piedi: in seconda divisione 4 squadre

L’atto di inginocchiarsi prima di ogni partita della Premier League era stato introdotto per la prima volta nel 2020 durante Project Restart come dimostrazione di solidarietà razziale durante il movimento Black Lives Matter in seguito alla brutale morte di George Floyd negli Stati Uniti.  E da allora il gesto è continuato nonostante le critiche di alcuni ambienti secondo cui l’atto aveva connotazioni politiche.

In effetti, fonti federali hanno indicato a Sportsmail durante l’estate che alcune figure erano desiderose che il saluto venisse scartato perché si stava rivelando troppo divisivo. Un segno che non accomunava neanche i giocatori di origine africana. Tra i calciatori che hanno smesso di inginocchiarsi spicca Wilfried Zaha, attaccante ivoriano del Crystal Palace. “È diventato un gesto senza senso”, aveva spiegato ai giornali inglesi. Il nazionale della Costa d’Avorio non è stato il solo a rifiutarsi di inginocchiarsi nel pre-partita. Le squadre inglesi di seconda divisione Bournemouth, Derby, Brentford e Millwall si sono tutte impegnate a smettere di inginocchiarsi prima delle partite, dicendo che la routine è diventata “un gesto vuoto”.

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