Iraq, il leader scita al-Sadr: «Mi ritiro». I suoi assaltano il palazzo del governo: 10 morti

29 Ago 2022 20:47 - di Redazione
Iraq

Rischia di precipitare la situazione in Iraq dopo l’annuncio del leader sciita Moqtada al-Sadr di ritirarsi dalla vita politica. Una volta che ha diffuso il tweet, centinaia di suoi sostenitori si sono diretti verso la Zona Verde, dove hanno rimosso le barriere di cemento per consentire il passaggio di altre persone nonostante la presenza massiccia di forze di sicurezza. L’obiettivo è il palazzo del governo che a Baghdad ospita gli uffici del premier. Secondo l’emittente al-Jazeera si conterebbero  almeno 10 morti e 200 feriti tra Zona Verde e altre aree della capitale. La tv , che cita fonti mediche irachene, ha precisato che il bilancio include un numero imprecisato di agenti della sicurezza.

L’Iraq precipita nel caos

L’annuncio del ritiro rischia di complicare ulteriormente la già molto compromessa situazione politico-militare dell’Iraq. Gli ultimi sviluppi aggravano infatti l’attuale situazione di stallo politico nel Paese, a un mese dall’assalto al Parlamento da parte di manifestanti sadristi. Da allora sono sospesi i lavori. Nel suo tweet, oltre al suo ritiro dalla politica, al-Sadr ha anche annunciato la chiusura di uffici e istituzioni, ad eccezione di quelle religiose. Restano quindi aperti il Santuario, il museo Sharif e l’al Sadr Heritage Institute. Pochi minuti dopo l’annuncio di al-Sadr, il suo consigliere Salih Muhammed al-Airaki ha sospeso il proprio account su Twitter cambiando l’immagine del profilo con la scritta ”chiuso”.

Coprifuoco in tutto il Paese

La reazione del comando militare iracheno non si è fatta attendere. Ha decretato il coprifuoco a Baghdad, in vigore dalle 15.30 ora locale per poi estenderlo successivamente a tutto l’Iraq a partire dalle 19. Il premier Mustafa al-Kadhimi ha dapprima sospeso una riunione, poi ha esortato i manifestanti a ritirarsi dalla Zona Verde e infine ha chiesto ad Al-Sadr di aiutarlo a convincere i suoi sostenitori di abbandonare gli edifici governativi. «Se muoio o vengo ucciso, vi chiedo di pregare per me», aveva  scritto il leader scita infiammando gli animi dei suoi sostenitori. Per l’Iraq si prepara una nuova stagione di tormenti.

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