Centrodestra, stretta finale per le liste: “Per noi il merito è l’unico criterio possibile”

18 Ago 2022 16:36 - di Adriana De Conto

Siamo agli sgoccioli, la stretta finale si avvicina per il centrodestra. Il conto alla rovescia per la presentazione delle candidature è iniziato in vista della presentazione delle liste fissata per domenica e lunedì. Gli esponenti delle tre coalizioni sono al lavoro per definire la lista definitiva dei candidati, restano gli ultimi nodi da sciogliere.

Stretta finale per le liste, Meloni: “Adotteremo il metodo meritocratico”

“La compilazione delle liste porta sempre polemiche- ammette Giorgia Meloni dai microfoni di Radio 24. Negli ultimi tempi, soprattutto con l’avvento dei 5 stelle, si pensa che entrare in parlamento sia una pesca delle occasioni. Questo ha aperto la strada a una mentalità per cui chiunque, senza aver fatto la gavetta, poteva arrivare in Parlamento, e quindi ci sono tante persone che aspettano di farlo”. Per Fratelli d’Italia vale il principio opposto da sempre. “Noi cercheremo di fare le liste nel modo più meritocratico possibile, io sarei addirittura per le preferenze”, chiarisce la leader di FdI.- . Va bene la società civile, ma io parto sempre dai territori: chi fa politica per passione, anche prima di prendere lo stipendio, credo che sia molto affidabile. E infatti si è visto negli ultimi tempi con Fratelli d’Italia, che si è dimostrato essere un partito granitico“.

Le indiscrezioni nelle liste di Forza Italia

L’accordo raggiunto ormai già da un paio di settimane prevede 98 collegi a Fratelli d’Italia, 70 alla Lega, 42 a Forza Italia e 11 a Noi Moderati. Una fotografia basata sui sondaggi che imporrà al partito di Silvio Berlusconi qualche sacrificio, come ha ammesso Antonio Tajani. Molte le riconferme degli uscenti e poche new entries per il partito di Silvio Berlusconi. Stando alle prime indiscrezioni riportate dal Giornale – tra i nuovi volti potrebbero esserci quelli di Beppe Incocciati e del l presidente della Lazio, Claudio Lotito. “Silvio Berlusconi – che attende in Sardegna Tajani, Licia Ronzulli, Anna Maria Bernini e Paolo Barelli – dovrebbe essere capolista al Senato nel proporzionale in cinque circoscrizioni – tra cui la Campania -. E candidato nell’uninominale a Monza”. In tutti i Collegi della Regione Campania ci sarà l’accoppiata Tajani-Marta Fascina, per rispettare l’alternanza di genere. Sempre in Campania ci potrebbe essere la candidatura dell’ex governatore Stefano Caldoro in uno dei collegi più difficili,  per dare una mano al partito in virtù di un’ottimo gradimento registrato negli elletori campani. In Liguria ci sarà con ogni probabilità il veterano Roberto Bagnasco, in Lombardia  l’ex assessore al Welfare Giulio Gallera. Sempre in Lombardia ci sarà Marco Bestetti oltre all’ex assessore Fabrizio Sala. Mentre in Piemonte potrebbe entrare in lista Marco Damilano.

Conferme e new entry nella Lega

Per la Lega sarà ricandidata in Parlamento l’intera squadra di ministri, viceministri e sottosegretari del Governo Draghi; insieme ai capigruppo alla Camera e al Senato e ai vicesegretari. Lo riferiscono fonti del Carroccio, sottolineando che “correrà alle Politiche del 25 settembre per la Lega anche uno dei più rilevanti editori italiani come Antonio Angelucci“, editore di Libero. Qualche volto nuovo si prospetta anche per la Lega: come riporta sempre il Giornale, “oltre al presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti Mario Barbuto, ci sono intellettuali come Giuseppe Valditara ed esponenti dell’ambientalismo pragmatico come il presidente di FareAmbiente Vincenzo Pepe“. E ancora, esponenti delle Forze dell’Ordine, del mondo dei balneari, della sanità e pure del giornalismo: da giorni circolano i nomi di opinioniste come Maria Giovanna MaglieAnnalisa Chirico e Hoara Borselli.

“Il centrodestra sta insieme per scelta”

Il centrodestra si presenta compatto alle urne e a differenza della “polveriera” del centrosinistra può parlare di programmi, al di là delle liste da limare. “Governiamo insieme 15 regioni, abbiamo governato insieme in passato e non mi pare ci siano mai stati problemi- è il giudizio sereno di Giorgia Meloni a Radio 24.  Stiamo insieme per scelta e per condivisione, di là stanno insieme per abbattere noi”. Una risposta netta alla domanda maliziosa sulla solidità dell’alleanza e sulla possibilità che dopo le elezioni si sfaldi. Nulla di più lontano dalla realtà. Dopo avere spiegato per l’ennesima volta i motivi culturali per cui il Rdc vada gradualmente sostituito, mette all’attenzione un altro tema di civiltà: “Sono assolutamente certa che le pensioni minime e sociali siano inadeguate. E penso che le risorse per rendere questa pensioni adeguate si possano trovare in un sistema che spende 110 miliardi l’anno di bonus inutili”. “La quantificazione della cifra per le pensioni nel programma non c’è -specifica- perché bisogna capire di quanto si possano aumentare. Ma se si danno 780 euro per il reddito di cittadinanza a chi è perfettamente in grado di lavorare;  e poi 270 euro per pensioni di invalidità a chi non può lavorare, è chiaro che il sistema non è giusto”. “

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