Scilipoti si è offeso: “Non paragonatemi ai transfughi M5s, io sono sempre stato contro i governi tecnici”

20 Lug 2022 10:11 - di Carlo Marini
Scilipoti

Domenico Scilipoti non ci sta a venire accostato ai grillini e ai “transfughi” di questa legislatura. L’ex parlamentare che nel 2010 salvò in nome della responsabilità il governo  Berlusconi attirandosi ironie e accuse ha scritto una lettera indignata al direttore de La Verità. Scilipoti ha chiesto infatti a Maurizio Belpietro di non venire paragonato ai vari transfughi grillini.

“Io votai il governo Berlusconi per non avere un banchiere come premier”

«Trovo ardito – ha scritto Scilipoti – che il mio cognome sia inserito nell’«orda», in quanto per provenienza culturale, morale e soprattutto ideologica l’orda non mi confà e non mi appartiene. Potrei persino essere felice che in questo momento il mio cognome circoli alla stregua del grossolano «Parlate di me, anche male, ma parlate». Invece non lo sono affatto in quanto l’accostamento tra quanto accade oggi e la mia storia personale sono del tutto fuori di logica e non assimilabili. All’epoca dei fatti a tutti noti il sottoscritto decise di operare, come infatti fece (lo rifarei anche adesso) sia per senso di responsabilità, sia perché ritenni che un governo legittimamente eletto dal popolo dovesse rimanere in carica. Se non avessi agito come feci, al governo sarebbe andato un tecnocrate della finanza, il banchiere Alessandro Profumo».

La parabola di Scilipoti: da Di Pietro a Berlusconi

«Il sottoscritto – prosegue Scilipoti nella sua accorata lettera – operò per il bene della politica, perché non venisse commissariata dalla finanza, cosa che anche adesso purtroppo accade. Mutatis mutandis, oggi, col governo Draghi sta accadendo quello che allora non fu reso possibile dalla mia scelta che ho pagato e pago ancora oggi in prima persona, ma della quale vado fiero. In poche parole, allora io agii per il bene (naturalmente quello che io ritenevo tale) e per la difesa della politica rispetto alla tecnocrazia finanziaria. Caro dottor Belpietro – conclude l’ex parlamentare di Forza Italia – se ci fa caso, in questo frangente l’Italia vive lo stesso destino. Cioè è governata da un banchiere non suffragato dal popolo, quantunque stimabile e capace.  Allora si voleva sostituire un governo eletto appunto dal popolo con uno presieduto da un tecnico: io non sono per i tecnici e per gli economisti, non può essere che l’agenda venga dettata alla politica dall’economia».

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