Pioggia di polemiche sul concerto dei Maneskin. Rinvio? Mascherine? Solo con il green pass?

7 Lug 2022 16:52 - di Stefania Campitelli

Pioggia di polemiche sul concerto dei Maneskin in programma sabato al Circo Massimo di Roma. Per la strepitosa band romana che ha scalato le vette mondiali (reduci da un triplo disco di Platino)  si prevede una vigilia bollente. Il nuovo allarme covid divide esperti e medici sull’uso della mascherina tra il pubblico del concerto. Per il quale sono attese 70-80mila persone.

Concerto dei Maneskin, gli esperti si dividono

Si rincorrono le ricette più bislacche. Come quella del virologo Mauro Pistello. Che dice di trovare “inutili” queste polemiche sulla sicurezza Covid di concerti e mega raduni. “Chi è vaccinato raramente si ammala. Basta quindi far entrare chi è in possesso di green pass. Ovviamente lasciando perdere la mascherina che trovo fuori luogo in quei contesti”. Il green pass? Ma non era stato abolito?

Bassetti: sbagliato puntare il dito sui giovani

Matteo Bassetti si ribella contro chi  continua a puntare il dito sui giovani. Ma è sugli anziani – spiega l’infettivologo genovese – che si è sbagliata comunicazione. “Non credo che sia possibile rinviare i concerti. Un evento all’a­perto ovviamente prevede che le persone stiamo vicine. Ma certamente non è diver­so da un aperitivo sul lungomare o sui Navigli. E uno potrebbe chiedersi perché dire no al concerto dei Maneskin e invece sì a una partita di calcio. O a un comizio elettorale.

Difficile mettere la mascherina con 40 gradi

“È  chiaro che sa­rebbe meglio che le persone che vanno al concerto si mettessero la mascherina. Ma naturalmente diventa difficile con 35, 37, 40 gradi. E poi chi va in genere al concerto dei Maneskin? Nonni 80enni o zie centenarie?”, chiede Bassetti ironico. “Ci vanno i giovani che dovrebbero fare attenzione e proteggersi, ma che se si contagiano hanno forme molto leggere che durano 2-3 giorni. Dobbiamo quindi cambiare la comunicazione sugli anziani e sui fragili”. Sulle mascherine puntualizza che levare l’ob­bligo non equivale all’obbligo di non utilizzarla. “L’altro giorno mi trovavo in un aeroporto e la cosa paradossale è che vedevo persone anche molto gio­vani con la mascherina. E per­sone con i capelli bianchi a volto scoperto”.

Sileri: io ci andrei ma con la mascherina

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, invece, la fa semplice. Sì al concerto dei Maneskin, ma con la mascherina. “È evidente che un concerto con migliaia di persone determina un aumento del rischio”, dice. “Ma ritengo che oggi le priorità siano altre. Soprattutto la protezione delle persone più fragili, alle quali dobbiamo raccomandare con forza il completamento delle quarte dosi. Sulle quali purtroppo siamo ancora indietro”.

Abrignani: è come invitare il virus a banchetto

Campione del partito del rinvio, invece, Sergio Abrignani. “Riunire assieme migliaia di spettatori che urlano, cantano e ballano uno accanto all’altro è come invitare il virus a un banchetto”. Così l’immunologo della Statale di Milano. “Sono occasioni ad altissimo rischio. Quelle come il Palio di Siena. Ddove tanti epidemiologi si aspettavano in questi giorni un aumento significativo di contagi. Mi sembrerebbe però vano raccomandare l’uso della mascherina. Già la indossano in pochi sulla metropolitana, ambiente chiuso e ristretto. Figuriamoci all’aperto in un clima di sano divertimento”.

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