Orlando persevera nell’errore: continuiamo al governo con il M5S. Con l’obiettivo di “fermare le destre”

16 Lug 2022 19:21 - di Francesco Severini
Orlando

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando non a caso ha ricevuto dal ministro Cingolani, nel cdm in cui Draghi ha dato le dimissioni, l’accusa di fare il gioco disfattista dei 5Stelle. Un’accusa che ha più di un fondamento di verità, almeno stando a quanto ha detto oggi lo stesso Orlando alla Festa dell’Unità di Napoli.

In pratica Orlando crede contro ogni logica nel campo largo, anche se non ha il coraggio di nominarlo. E invoca l’unione di tutte le forze progressiste per “battere le destre”. Ancora una volta un problema che è solo del Pd viene sbandierato come se fosse un problema di tutti gli italiani…

“Come si ferma l’avanzata delle destre? Lavorando, promuovendo l’unità di tutte le forze che in questo momento condividono un’agenda sociale”: così si è espresso il ministro del Lavoro.

Ma la vera notizia è che, dopo tutto quello che i 5Stelle hanno combinato, il Pd non intende scaricarli. E questo non certo perché siano in grado di supportare con serietà un progetto politico ma solo perché i loro voti sono indispensabili per tenere in piedi un governo purchessia e evitare un voto che favorirebbe il centrodestra come tutti i sondaggi certificano.

“Non posso che unirmi all’appello del segretario Letta – afferma Orlando – chiedendo al Movimento 5 Stelle di non indebolire la possibilità di realizzare un’agenda sociale che oggi è sul tavolo, che è oggetto del confronto tra le parti sociali e che rischia di bloccarsi se dovesse venire meno il loro contributo dalla squadra di governo e fatalmente anche se dovesse venire meno, questo è abbastanza ovvio, il governo”.

“Io credo che non ci siano prospettive nelle quali si può rafforzare la possibilità della realizzazione degli obiettivi dell’agenda sociale diversi dalla prosecuzione di questo governo con il loro contributo”, ha aggiunto Orlando. Insomma Draghi bis e ancora con il M5S in maggioranza. Dalle parti del Pd, dunque, non fanno tesoro del detto: “Errare è umano, perseverare è diabolico”.

 

 

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