Mai più con il M5S, Salvini e Berlusconi: “Non si può contare su chi non vota miliardi di aiuti alle famiglie”

15 Lug 2022 15:20 - di Gabriele Alberti
Salvini Berlusconi

Salvini e Berlusconi intendono chiudere nettamente con i Cinquestelle. “Lega e Forza Italia prendono atto della grave crisi politica innescata in modo irresponsabile dai Cinquestelle. Che, come ha sottolineato il Presidente Mario Draghi, ‘ha fatto venir meno il patto di fiducia alla base dell’azione di governo'”. E’ l’incipit di una nota congiunta che i due leader hanno diramato al termine di una telefonata. Legnata al partito di Conte: “Dopo quello che è successo – si legge nel testo – il centrodestra di governo vuole chiarezza; e prende atto che non è più possibile contare sul Movimento 5 Stelle in questa fase così drammatica”.

Salvini e Berlusconi: “Continueremo a difendere gli interessi del Paese”

Il M5S ha fatto una passo grave per l’Italia, precisano i leader di Fi e Lega, non votando, nella specifica circostanza,  un provvedimento che avrebbe dato ossigeno a tanti italiani. Pertanto chiusura netta agli “irresponsabili” per ogni ipotesi di governo che verrà fuori da questa crisi dopo che mercoledì prossimo Draghi si presenterà in Parlamento: “Noi siamo alternativi a chi non vota miliardi di aiuti alle famiglie;  a chi si oppone a un termovalorizzatore fondamentale per ripulire Roma e tutelare così milioni di cittadini; a chi difende gli abusi e gli sprechi del reddito di cittadinanza, a chi sa dire solo dei No”.

Dunque appuntamento a mercoledì. Quando “ascolteremo con rispetto e attenzione le considerazioni del Presidente Mario Draghi, che ha reagito con comprensibile fermezza di fronte a irresponsabilità, ritardi e voti contrari. Il centrodestra di governo continuerà a difendere gli interessi degli italiani con serietà e coerenza;  non avendo certamente timore del giudizio degli italiani”, concludono il comunicato Lega e Forza Italia.

Le telefonate tra i due leader

Sono allineate le posizioni di Salvini e Di Berlusconi, rispetto alla  chiara volontà di Giorgia Meloni di tornare subito al voto senza se e senza ma; dichiarando la legislatura finita con le dimissioni di Draghi (sia pure rigettate dal Capo dello Stato). Dopo le dichiarazioni ferme della leader di FdI, Salvini aveva mandato  in rete la nota in cui chiedeva che venisse «restituita la parola agli italiani». Ma nel frattempo tenendo in piedi un filo diretto telefonico con Silvio Berlusconi – più cauto sul voto anticipato-  per darsi una linea comune, senza indietreggiare rispetto all’ultima istanza delle urne. Il  rompicapo più difficile allo stato attuale delle cose è del segretario del Carroccio, tentato dal sì al voto, ma alle prese con l’ala governista capeggiata dai governatori Zaia e Fedriga, favorevoli eventualmente a un Draghi bis.

Berlusconi pensa a un vertice di coalizione la prossima settimana

Silvio Berlusconi attualmente è in Sardegna dove sta seguendo la crisi del governo Draghi in stretto contatto con il numero due di Fi, Antonio Tajani, e la senatrice Licia Ronzulli.  Il Cav oggi ha sentito anche Lorenzo Cesa per fare il punto della situazione per ribadire l’importanza in un momento come questo di una coalizione unita, soprattutto in vista di elezioni anticipate. Dal buen retiro di Villa La Certosa l’ex premier tesse la sua tela vestendo i panni del ‘federatore’, racconta una ricostruzione dell’Adnkronos: insieme a Salvini ha deciso di chiudere la porta in faccia ai Cinque stelle. Da qui la nota congiunta. C’è chi assicura, apprende l’Adnkronos, che Berlusconi potrebbe sentire nelle prossime ore Draghi. Intanto, secondo fonti parlamentari, il presidente di Fi e Salvini starebbero valutando la necessità di convocare un vertice di coalizione e di vedersi in presenza, magari a Villa La Certosa, insieme ai centristi, la prossima settimana, probabilmente lunedì. Si tratterebbe solo di ‘incastrare le agende ‘ di tutti.

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