Lollobrigida (FdI): “La strada maestra resta il voto. Spero che gli alleati non facciano scherzi”

20 Lug 2022 8:03 - di Sara De Vico

Ore di fibrillazioni, quando ancora sembra tutto possibile. Anche la strada ‘maestra’ del voto in autunno. Francesco Lollobrigida, intervistato dal Corriere della Sera, guarda con fiducia a quanto trapela dai vertici del centrodestra di governo convocati da Berlusconi. “Ho sentito autorevoli esponenti che confermano la linea annunciata e che sarebbero andati a rappresentarla a Palazzo Chigi”, dice il capogruppo di Fratelli d’Italia a Montecitorio a fine pomeriggio.

Lollobrigida: FI e Lega hanno capito che non si governa con pd e M5S

“Si sono resi conto, direi finalmente, che è impossibile governare con il Pd e M5S. Si sono resi conto dell’inaffidabilità di Giuseppe Conte. Dovrebbero quindi prendere atto che questa esperienza di governo è finita”. Ma non è tutto oro quello che luccica. E Lega e Forza Italia potrebbero cambiare le carte in tavola e farsi sedurre dalla tentazione di continuare a tutti i costi fino al 2023.  Agli alleati manda a dire: “Noi continuiamo a fidarci. Non sempre, però, questa fiducia è ben riposta. Ma per noi la questione più importante è non tradire le aspettative di milioni di italiani. Che vorrebbero far pesare il loro voto. E che ormai da dieci anni bocciano il Pd nelle urne e poi, per un motivo o per l’altro, se lo ritrovano a Palazzo Chigi. È questa la ragione per la quale cresce l’astensionismo. Ecco perché l’unico modo per combattere questo fenomeno è restituire importanza al voto”. Se alla fine decidessero di sostenere un Draghi bis, sottolinea Lollobrigida, “si assumerebbero la responsabilità di preferire un governo con il Pd a una vittoria con FdI”.

“Ci fidiamo, speriamo che non sia la solita manfrina”

I rapporti con Forza Italia e Lega proseguono ma le incognite sono tante. “Confidiamo che non sia la solita manfrina. Ne abbiamo già viste tante in questa legislatura. Ricordate ‘dopo il governo Conte ci sarà il voto?’  Ecco, non vogliamo finisca così un’altra volta”. Pandemia, guerra, crisi economica, la narrazione prevalente è che  in emergenza sia meglio non votare. Il capogruppo di FdI alla Camera non ci sta. “Sono anni che ci sentiamo ripetere che bisogna tenere in piedi un governo per risolvere i problemi. Si sono risolti? No. Perché siamo una repubblica parlamentare e le decisioni passano tutte dal  Parlamento. Finché non si rinnova un Parlamento in cui il gruppo più forte è quello grillino non si potrà fare nulla di buono”.

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