Il comunista Rizzo ora fa il sovranista e lancia l’Upc con filo-Putin e no vax. Ci sarà anche Ingroia

23 Lug 2022 11:36 - di Francesco Severini
Rizzo Ingroia

Il compagno Marco Rizzo ha lanciato il suo appello ieri. Rivolto a tutti quelli che schifano la cosiddetta “agenda Draghi”. Un fronte che va dagli antieuropeisti ai filo-Putin, dai no vax ai no Nato. Ce n’è insomma per tutti gli estremismi. Uniti per la Costituzione – annuncia Rizzo – sarà il nome di chi vorrà “una Italia sovrana, di chi vive del proprio lavoro”.

E al suo fianco troviamo l’ex toga rossa Antonio Ingroia, che ci riprova dopo la pessima prova del suo partitino Rivoluzione civile nel 2013. Intervistato da La Verità sulla sua conversione al sovranismo, Ingroia nega di essere mai stato comunista. «Sbaglia. Non sono mai stato comunista. Non ho mai votato il Pci, ero vicino ai movimenti studenteschi. Un libertario di sinistra. Oggi mi definirei post ideologico».

E non nega, invece, il suo approdo al sovranismo: «Al di là delle etichette, il tema della sovranità di cui il popolo italiano è stato espropriato è prioritario nell’Italia di oggi. Se questo significa essere sovranista non rifiuto questa definizione». Non rifiuta la definizione di no vax: «Per la verità io sono convintamente no green pass perché ho ritenuto il passaporto vaccinale un intollerabile strumento di compressione dei diritti di libertà dei cittadini. Sono contrario anche a ogni ipotesi di vaccinazione obbligatoria anti Covid».

E ovviamente simpatizza per Putin. «Siamo tutti filoputiniani in Uniti per la Costituzione. Certamente non sono filoatlantista. E a mio giudizio uscire dalla Nato è l’unico modo di restituire sovranità e indipendenza all’Italia. Che non deve essere più una colonia Usa».

In realtà Antonio Ingroia non ha mai perso il gusto di fondare partiti o comunque di dare il suo “contributo” quando c’è aria di votazioni. Nel 2017 lanciò con Giulietto Chiesa “La lista del Popolo- la mossa del cavallo”. E un anno fa aveva annunciato di essersi messo al lavoro per una nuova creatura politica dove far confluire i fuoriusciti del Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama.
Un progetto che si salda con quello di Marco Rizzo ma che non vedrà i due andare a braccetto con Italexit di Gianluigi Paragone che ha già chiarito di voler correre da solo alle prossime elezioni del 25 settembre.

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