Governo, tra Conte e Draghi partita aperta. Dal Colle spunta la data delle elezioni: 25 settembre

14 Lug 2022 9:05 - di Michele Pezza
Draghi

Sul match Conte-Draghi i cultori dell’antica schedina del Totocalcio si garantirebbero la previsione con una bella tripla. In effetti è apertissimo, e  l’1-x-2 ne sarebbe solo la realistica presa d’atto. Stando alle premesse della vigilia, Conte vince se il premier si dimette dopo che il M5S, com’è probabile, gli nega la fiducia. Perde se, com’è possibile, gliela vota. Pareggia(no) se, come in fondo vogliono entrambi, il tutto si conclude con uno di quei pateracchi all’italiana dove chi ci capisce è bravo. La x, dunque, è il pronostico più gettonato. L’ultima telefonata tra il premier e il suo predecessore avrebbe registrato una differenza di accenti che fa ben sperare l’inquilino di Palazzo Chigi.

Draghi non vuole la crisi

In effetti Draghi, stando almeno ai boatos delle ultime ore, si accontenterebbe di poco. A dar retta al Fatto Quotidiano, che con i 5Stelle ha un filo diretto, gli basterebbe il semplice invito di Conte ai suoi a votare la fiducia al governo, anche con tanto di comprensione per quei senatori che decidessero di fare l’esatto contrario. In cambio, scucirebbe i cordoni della borsa per finanziare gli onerosi punti della cosiddetta “agenda sociale“: dal salario minimo al cuneo fiscale, passando per il reddito di cittadinanza. L’unico “ma” non riguarderebbe il quanto bensì il quando. Tutte queste promesse Draghi vorrebbe sciorinarle dopo il voto e non prima, per evitare che ai punti di Conte si aggiunga la lista della spesa di Salvini. In poche parole il capo grillino deve fidarsi. Lo farà?

Le mosse di Mattarella

Una spinta in tal senso potrebbe venire dalla drammatizzazione della crisi. Dal Quirinale filtra la data del 25 settembre come quella possibile per elezioni anticipate. In realtà, al Colle non si esclude una soluzione più soft, basata su un rinvio di Draghi alle Camere qualora, pur non votando il M5S la fiducia, il governo conservasse la maggioranza. In quel caso, Mattarella incaricherebbe il ministro Daniele Franco con il compito di far approvare la legge di bilancio per poi votare a febbraio. Insomma, tutto è possibile. 1-x-2, appunto.

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