È morto Eugenio Scalfari. Fondò “Repubblica”, il giornale-partito che ha mosso i fili della sinistra
Eugenio Scalfari, tra i più influenti giornalisti italiani ed europei, è morto poche ore fa a Roma. aveva 98 anni. Un capriccio del destino ha voluto che si spegnesse il 14 luglio, data simbolo della Rivoluzione francese, evento storico da cui si sentiva culturalmente molto ispirato. Nato a Civitavecchia il 6 aprile del 1924, Scalfari è stato il primo direttore-manager dell’editoria italiana. Ha infatti fondato prima L’Espresso e poi Repubblica, due testate destinate ad incidere profondamente sulla politica nazionale e sul costume stesso degli italiani. Dopo la giovinezza a Sanremo, dove al liceo classico “G.D Cassini” ebbe come compagno di banco Italo Calvino, si iscrive al Guf (organizzazione degli universitari fascisti). In tale veste comincia a collaborare con alcune riviste.
Scalfari aveva 98 anni
Nei primi anni ’50, da cofondatore del Partito radicale, scrive per Il Mondo di Mario Pannunzio. Risale a quegli stessi anni anche la collaborazione con l’Europeo di Arrigo Benedetti. È proprio con con quest’ultimo che nel 1955 fonda L’Espresso, primo settimanale italiano d’inchiesta. Scalfari vi lavora nella doppia veste di direttore amministrativo e collaboratore per l’economia. E quando Benedetti gli lascia il timone nel ’62, diventa, appunto, il primo direttore-manager italiano, una figura all’epoca assolutamente inedita per l’Italia. Lo stesso doppio ruolo che poco più di vent’anni più tardi, nel 1976, si rivelerà determinante per il successo di Repubblica.
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