Come in un film, una mamma muore a 37anni e lascia al figlio libri e lettere per 18 compleanni

7 Lug 2022 11:00 - di Bianca Conte
una mamma

Come in un film, una mamma muore a 37anni e lascia al figlio libri e regali per 18 compleanni. E la commovente storia di Laura, una vita stroncata troppo presto da un male incurabile, che dimostra una volta di più come il cinema – e lo diceva Woody Allen già qualche anno fa – imita la vita. Come la verità di certe storie superi in commozione e verità la finzione di celluloide. E allora oggi La Repubblica rilancia in un servizio dedicato nelle pagine fiorentine, una storia che chissà, potremmo rivedere sul grande schermo a breve. Una vicenda straziante, senza il lieto fine, ma che ai titoli di coda omaggia l’amore di una madre a cui il destino ha rubato la possibilità di vedere crescere il proprio figlio. È la vicenda di Laura Lonzi, maestra, mamma di un bimbo di 3 anni, da cui si è dovuta separare prematuramente a causa di una malattia rara. Una donna non comune che, racconta oggi il marito, quando «ad aprile ha capito che non ce l’avrebbe fatta», ha pensato di lasciare al figlio «un libro per ogni futuro compleanno, fino a quando sarà grande… Nostro figlio crescerà nel ricordo di sua madre anche se non ha ancora compiuto tre anni».

Laura, una mamma strappata a marito e figlio da una malattia rara

Proprio come nel film italiano del 2020 diretto da Francesco Amato, ispirato alla vera storia di Elisa Girotto, e alla cui sceneggiatura ha collaborato Alessio Vicenzotto, marito di Elisa. La pellicola racconta come ogni anno, nel giorno del proprio compleanno, Anna riceve un regalo che la mamma (Vittoria Puccini), morta a 35 anni a causa di un male incurabile, ha lasciato per lei, nella speranza di poterle restare accanto postuma, fino alla sua maggiore età. Anche Laura Lonzi è morta ad appena 37 anni, per un tumore raro. Strappata a suo marito, Antonio Salerno, e al loro figlio Tommaso, da un carcinoma surrenale che in otto mesi non le ha lasciato scampo. Il 16 agosto avrebbe compiuto 38 anni.

Una mamma e una maestra solare, gioiosa e forte

Nata e cresciuta a Firenze, faceva la maestra elementare a Carraia, frazione di Calenzano. «Abbiamo scoperto il carcinoma a settembre. Nei mesi precedenti aveva delle bollicine che la dermatologa curava con il cortisone. Poi il suo viso ha iniziato a gonfiarsi e il medico ha prescritto l’esame delle urine che ha rivelato dove cercare», racconta il marito in un’intervista all’edizione fiorentina della Repubblica. «A ottobre l’operazione a Careggi e poi le chemio, prima lì e poi a Ponte a Niccheri. Abbiamo visto medici in tutta Italia. Siamo andati fino in Germania per provare una nuova cura. Abbiamo inviato gli esami diagnostici anche negli Stati Uniti. Il dottor Emanuele Gori, direttore sanitario della Asl centro, vecchio amico di famiglia, e il dottor Stelvio Sestini di Prato, non ci hanno mai lasciato soli. Così come l’associazione File», dice il marito Antonio.

«Ad aprile ha capito che non ce l’avrebbe fatta»…

«Ad aprile Laura aveva capito che non c’era più nulla da fare, da prima che lo dicessero i medici. Ha iniziato a scrivere lettere per noi, per non lasciarci soli. Faceva finta di passeggiare, arrivava fino all’ulivo e sotto l’albero, poi ho scoperto, girava i video per me e Tommaso, per quando non ci sarebbe stata più. Ha scritto una lettera per quando nostro figlio andrà in prima media e per accompagnarlo nei giorni importanti della vita». Laura, una donna che – raccontano oggi tutti quelli che la conoscevano e tutti gli amici – era solare, gioiosa, forte e amante dell’organizzazione. «Non aveva un difetto a parte la testardaggine. Bisognava fare come diceva lei – ricorda il marito Antonio sempre da Repubblica –. E poi pianificava ogni cosa».

«Nostro figlio crescerà nel ricordo di sua madre anche se non ha ancora compiuto tre anni»

«La sua migliore amica, Eleonora Rossi, conserva i regali futuri per Tommaso e ha avuto il compito di organizzargli la prima comunione. Erano inseparabili». Fino all’ultimo istante, arrivato martedì, quando «Laura si è spenta in casa, con i suoi familiari: la mamma, Loretta Grassi. Il papà Roberto e suo fratello Marco, che non l’hanno lasciata un istante. Laura ha voluto addormentarsi nel suo letto. Mi ha chiesto di sorridere tutti i giorni per nostro figlio. Un paio di giorni fa Tommaso piangeva disperato, voleva la sua mamma. Gli ho spiegato che adesso è diventata una stella. L’altra notte all’una e mezza è venuto a svegliarmi, mi ha portato in giardino per guardare le stelle»…

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