Venditti torna al liceo Giulio Cesare: “Io studente mobizzato. Mi salvarono il pianoforte e Lucio Dalla”

giovedì 9 Giugno 19:49 - di Stefania Campitelli

Il pianoforte come terapia. Tutto cominciò da li, racconta senza filtri Antonello Venditti al Messaggero. In occasione della sua rentrée trionfante al liceo Giulio Cesare di Roma, oltre mezzo secolo dopo la frequentazione da studente del blasonato liceo della Capitale. Dove il cantautore, 73 anni, davanti ai maturandi, ha ricevuto dalla Siae una targa con l’incisione dello spartito di ‘Notte prima degli esami’. La popolarissima canzone  del 1983. Una canzone che “scrissi al piano in una fase molto delicata”, racconta Venditti.

Venditti: io studente mobizzato, mi salvò il pianoforte

“Ai tempi del liceo, dove tutto cominciò, tra le pene politiche, quelle amorose e il bullismo che subivo, ero introverso. Potevo soccombere. Mi salvò un pianoforte”. Impossibile non soffermarsi su “Notte prima degli esami”, diventata la colonna sonora di intere generazioni. “Volevo farla finita dopo la separazione da Simona Izzo”, ricorda Antonello. “Fu Lucio Dalla a salvarmi, quando tornai da Milano, dove mi ero trasferito. Mi trovò casa a Trastevere, vicino a lui. Lì scrissi tre canzoni: Ci vorrebbe un amico, che dedicai a Lucio, Grazie Roma e Notte prima degli esami“.

Fu Lucio Dalla a tirarmi fuori…

“Grazie Roma fu un ritorno a casa. Il concerto al Circo Massimo dell”83 fu una benedizione. Mi sentii parte di questa città”. Poi i riflettori si spostano inevitabilmente sulla situazione attuale della Capitale. Senza mai nominare il sindaco Gualtieri Venditti dice che Roma ha sempre avuto problemi. “È un microstato e dovrebbe essere amministrato come tale. Roma è la Capitale: se va giù, va giù l’Italia intera”. Intoccabile e sempre vivo il rapporto professionale e umano con Francesco De Gregori, con il qualesi esibirà allo Stadio Olimpico di Roma il prossimo 18 giugno. “È come se fossimo una cosa sola. Le nostre due storie nate insieme hanno preso direzioni parallele: si incontrano dopo cinquant’ anni”. E conclude: “Il concerto sarà un racconto della nostra amicizia: saremo noi e le nostre canzoni”.

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