Siccità, la Protezione civile non esclude il razionamento idrico. La Lombardia chiede acqua alla Svizzera

27 Giu 2022 16:22 - di Carlo Marini
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Vista la siccità senza precedenti, non si può escludere “il razionamento diurno dell’acqua. Lo ha detto il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio a Sky Tg24. Curcio ha stimato intorno “al 40-50% di quantità di acqua piovuta in meno rispetto alle medie degli ultimi anni, e fino al 70 per cento di neve in meno. E il Po ha una portata “sino all’80 per cento in meno”. “I criteri li stiamo definendo con le regioni e soprattutto le misure. Penso che nelle prossime giornate, al massimo un paio di settimane, avremo chiare le misure e potremo fare la dichiarazione dello stato di emergenza”, ha detto il capo della Protezione Civile. “Gli incendi quest’anno”, ha anche spiegato, “sono più del doppio dell’anno scorso e oltre sei volte di più del 2020.

Fontana: “In Lombardia crisi idrica senza precedenti”

“Una crisi idrica di questo tipo non si è mai verificata nella storia della Lombardia”, afferma intanto il presidente della regione Attilio Fontana, e aggiunge di ritenere che qualche piccolo razionamento sia già in essere. “Abbiamo avanzato una richiesta alla Svizzera per quanto riguarda l’acqua che scende dai bacini idroelettrici” elvetici, ha aggiunto Fontana, rispondendo a domande sulla situazione di siccità, a margine dell’iniziativa ‘Salute-Direzione Nord’. “Siamo in fase di rapporti, abbiamo avuto anche recentemente una chiamata con il presidente (del Canton Ticino) Gobbi”, ha riferito Fontana, aggiungendo che “però devo dire che il lago Maggiore soffre, ma un po’ meno di altri laghi”.

Per il resto la Lombardia non ha intenzione di chiedere aiuto alle regioni limitrofe, come fatto dal Veneto con il Trentino Alto Adige, perché – ha spiegato il governatore – “la nostra acqua arriva al 90% da bacini idrici nostri e quindi da bacini che sono destinati all’idroelettrico che sono nostri. Noi abbiamo già raggiunto un accordo con tutte le società che gestiscono”.

 

Il Piemonte chiede al governo di dichiarare lo stato d’emergenza

“E’ necessario che il governo dichiari lo stato di emergenza”. Torna a sollecitare l’esecutivo il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che già nei giorni scorsi aveva a più riprese sottolineato la necessità del provvedimento. “Questo – aggiunge – consente di attivare da una parte le risorse che servono per compensare i danni all’agricoltura che purtroppo già ci sono – prosegue Cirio – e dall’altro semplificare le procedure burocratiche necessarie per interventi tampone, come la creazione di vasche e micro invasi per dare un po’ di fiato all’emergenza siccità”, conclude.

Coldiretti: “Siccità a livelli mai visti dal 2003”

“Il livello del Po è a -3,4 metri rispetto allo zero idrometrico, oltre mezzo metro più basso che a Ferragosto di un anno fa, con la siccità che colpisce i raccolti, dal riso al girasole, dal mais alla soia, ma anche le coltivazioni di grano e di altri cereali e foraggi per l’alimentazione degli animali, in un momento in cui è necessario garantire la piena produzione con la guerra in Ucraina”. È quanto emerge dall’ultimo monitoraggio della Coldiretti sulla situazione del fiume al Ponte della Becca (Pavia) evidenziata anche dai satelliti Esa, con la portata che è scesa sino all’80% in meno.

“Il Po – sottolinea Coldiretti – è praticamente irriconoscibile con una grande distesa di sabbia che occupa la gran parte del letto del fiume fondamentale per l’ecosistema della pianura padana dove per la mancanza di acqua è minacciata oltre il 30% della produzione agricola nazionale e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo”.

Ricordando che la carenza idrica riguarda anche i grandi laghi del Nord Italia, l’associazione di agricoltori parla di una “catastrofe climatica che si prefigura addirittura peggiore di quella del 2003 che ha decimato le produzioni agricole nazionali”, riferendo che anche gli animali soffrono il caldo, con le mucche che “per lo stress stanno producendo fino al 10% di latte in meno”.

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