Retromarcia della Ue su Kaliningrad. Borrell: rivediamo le linee guida sulle sanzioni

giovedì 23 Giugno 18:40 - di Paolo Lami
attentato Putin

La Commissione Europea fa retromarcia su Kaliningrad e “rivedrà”, annuncia l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles, le linee guida sulle sanzioni Ue, seguendo le quali la Lituania ha ostacolato il traffico merci tra la Russia e l’oblast di Kaliningrad, causando una reazione minacciosa di Mosca.

“A Kaliningrad – sostiene Borrellnon c’è un blocco. La Lituania sta applicando le linee guida della Commissione sulle sanzioni. Ma il Seae (Servizio Europeo per l’Azione Esterna, la diplomazia Ue, ndr) rivedrà le linee guida per chiarire che non vogliamo bloccare o impedire il traffico tra Kaliningrad e la Russia, ma solo impedire aggiramenti delle sanzioni. Entrambe le cose dovrebbero essere possibili e ci stiamo lavorando”.

Non c’è un blocco – ribadisce Borrell – ma controlli su alcune merci, che vanno svolti in modo intelligente, senza bloccare il traffico” tra la Russia e la sua exclave sul Mar Baltico, che è collegata con la Federazione da un corridoio, il varco di Suwalki, al confine tra Polonia e Lituania, che congiunge l’oblast con il territorio della Bielorussia.

Dalle parole di Borrell sembra di capire, insomma, che i controlli su alcune merci non sono stati “svolti in modo intelligente” dalla Lituaniasenza bloccare il traffico”. Il che ha provocato una minacciosa reazione di Mosca.

Prosegue, invece, la processione di Zelensky per sollecitare i vari Stati, alcuni piuttosto riluttanti, ad imporre sanzioni alla Russia.

Di fronte agli studenti della Hebrew University, Zelensky si è lamentato del fatto che Israele non si è unita alla comunità internazionale nell’imporre sanzioni alla Russia e non permette  l’ingresso senza visti agli ucraini in fuga dalla guerra.

Una pretesa che cozza vistosamente con le rigide politiche sulla sicurezza interna di cui si è dotata Israele.

“Sfortunatamente non abbiamo visto Israele unirsi al regime delle sanzioni” internazionali, si è lamentato Zelensky, sottolineando che “quando si parla di sanzioni, non si parla di soldi o di business. Si tratta di valori e della sicurezza generale. Significa riconoscere responsabile chiunque voglia distruggere un’altra nazione”.

Ringraziando il popolo israeliano per il supporto mostrato a quello ucraino, Zelensky ha paragonato la situazione di Israele a quella della Polonia, ”che è anche minacciata dalla Russia”, ma non si è tirata indietro dal condannare con forza le azioni di Mosca in Ucraina.

Nuove critiche alle sanzioni imposte dall’Occidente sono arrivate dalla Cina.

I Paesi BricsBrasile, Russia, India, Cina e Sudafrica – “devono agire con senso di responsabilità” e lavorare per “equità e giustizia” nel mondo, ha sollecitato il presidente cinese Xi Jinping, ribadendo – nel suo discorso di apertura del summit in formato virtuale – il ‘no’ alle “sanzioni unilaterali” dopo che già ieri aveva criticato le politiche dell’Occidente e della Nato.

Xi, secondo le dichiarazioni riportate dall’agenzia Xinhua, ha insistito sul “multilateralismo vero”, ha invitato a “rifiutare la mentalità da Guerra Fredda e il confronto tra blocchi, a opporsi alle sanzioni unilaterali e all’abuso di sanzioni, a respingere le piccole cerchie costruite intorno all’egemonismo”.

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