Referendum, la Bonino striglia Letta: «Hai appiattito il Pd sulla linea manettara del M5S»

mercoledì 8 Giugno 19:49 - di Redazione
Bonino

Più della guerra, poterono i referendum. Proprio così: Enrico Letta e il suo “campo largo rischiano di restare infilzati più dai cinque quesiti sulla giustizia che dalle bizze dei Cinquestelle sull’invio delle armi all’Ucraina. Basta ascoltare, per rendersene conto, le amare riflessioni affidate da Emma Bonino alla rivista Formiche,e già in precedenza esternate al Dubbio: «Ritengo che il Pd stia commettendo un grave errore schierandosi per il No». La storica esponente radicale sa bene che la posizione dem è molto condizionata dai calcoli elettorali di Letta. «Anche da questo – aggiunge, infatti – si vede come l’alleanza con il M5S stia danneggiando il Pd, riportandolo alle posizioni giustizialiste della riforma Bonafede».

Emma Bonino intervistata da Formiche

E ancora: «Per salvaguardare un’alleanza che si tiene con lo scotch, il Pd si appiattisce sulle posizioni manettare dei grillini». Eppure, ricorda, «dalla giustizia dipendono i nostri diritti e la nostra economia. La giustizia giusta è alla base del patto tra Stato e cittadino ed è la garanzia della nostra libertà». E non è tutto, perché per la Bonino la posizione del Nazzareno è venata di ipocrisia. «Indicando di votare No – sottolinea – Letta ha di fatto rivolto un invito all’astensione per far fallire i referendum». La senatrice di +Europa lo definisce «non un bel messaggio per chi vuole partecipare alla politica, soprattutto se giovani».

«Eclissi totale dei quesiti sui media»

Ma la Bonino ne ha anche per Matteo Salvini. «È troppo impegnato a mettere in discussione le scelte di Draghi e a correre in soccorso dell’amico Putin per avere la priorità dei referendum, che pure ha promosso». Quindi, l’affondo: «La mia storia è fatta di battaglie anche quando, il più delle volte, si è trattato di andare contro corrente. Non sono mai stati lo share né tantomeno i like a indicarmi la strada. Per altri non è così, evidentemente». A concludere, una riflessione sul silenzio che ha avviluppato il referendum. Sul punto, Bonino ha definito «inaccettabile» la «totale eclissi» dei quesiti sui mezzi di informazione. «La Rai in particolare – ha concluso – sta abdicando al suo ruolo di servizio pubblico».

 

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