Meloni a Rtl: «Chi deve governare lo scelgono gli italiani, non la Goldman Sachs»

mercoledì 1 Giugno 11:38 - di Ginevra Sorrentino
Meloni

La sfida di Giorgia Meloni a avversari e a problematiche in terne alla coalizione di centrodestra riparte dal doppio appuntamento elettorale in Sicilia, segnato in agenda per oggi alle 12.15 a Messina: dove la presidente di Fratelli d’Italia incontrerà gli elettori  in Piazza Cairoli, per sostenere i candidati al Consiglio comunale e alle municipalità di Fdi, e il candidato sindaco Maurizio Croce. Per il pomeriggio, invece, in calendario per le 17 a Palermo, in Piazza Verdi, un’iniziativa elettorale a sostegno del candidato sindaco del centrodestra, Roberto Lagalla. Sul tavolo, la corsa bis di Musumeci alle regionali, gli equilibri interni all’all’alleanza di centrodestra. Governo. Giustizia. Guerra.

Meloni a Rtl 102.5: «Il governo? Lo scelgono gli elettori non Goldman Sachs»

Temi politici al centro del dibattito che Giorgia Meloni ha affrontato anche questa mattina, ospite della trasmissione radiofonica Non stop news su Rtl 102.5, dove la leader di Fdi, tra l’altro, ha commentato i giudizi e le previsioni della banca d’affari americana sui rischi per l’economia italiana qualora alle prossime elezioni dovesse vincere il centrodestra. Commentando: «Evidentemente a Goldman Sachs interessa di più una classe politica che tenga insieme tutto e il contrario di tutto. Con parlamentari disposti a consegnarsi e a svendere pezzi d’Italia pur di non andare a casa. Piuttosto che un governo scelto e legittimato dagli italiani per fare gli interessi degli italiani. Ma l’alta finanza internazionale non può essere più importante del giudizio degli elettori».

Meloni sugli equilibri interni al centrodestra

Un’intervista, quella radiofonica di questa mattina di Giorgia Meloni, in cui la numero uno di Fratelli d’Italia, combattiva e coerente come sempre, ha ribadito ragioni e forza di Fratelli d’Italia nella coalizione di centrodestra. Ribadendo riferimenti e principi che determinano e modulano gli equilibri interni tra alleati. A partire dalla considerazione legata ai titoli di alcuni giornali secondo i quali Matteo Salvini avrebbe dato il via libera della Lega alla candidatura a palazzo Chigi di Giorgia Meloni, in caso di vittoria del centrodestra alle elezioni politiche.

«Anche il premier lo decidono gli italiani. Nella nostra coalizione funziona così»

Un punto sul quale la Meloni ha tenuto a sgomberare il campo da equivoci e polemiche, puntualizzando come «nel centrodestra abbiamo la regola che l’ok al premier lo diano gli italiani con il loro voto». Anche precisando che: «Quando nel 2018 la Lega fu il primo partito della coalizione, fui io a chiedere, nel rispetto delle nostre regole e del giudizio degli italiani, che l’incarico di formare il governo fosse affidato a Salvini». Concludendo emblematicamente: «Mi pare normale che Salvini confermi l’esistenza di quella regola».

«Fdi è un partito granitico, che non ha polemiche interne»

Del resto, coesione e rispetto nelle dinamiche relazionali sono il perno su cui si generano e si sviluppano anche gli equilibri interni a Fratelli d’Italia. E la Meloni lo conferma a chiare lettere nell’intervento in radio. Nel corso del quale sottolinea: «Fdi è sicuramente un partito granitico. Che ha una linea chiara, condivisa. Motivo per cui non ha polemiche interne». Aggiungendo in calce: «Seguo con interesse quello che accade negli altri partiti, e in particolare tra gli alleati. Ma non mi metto a sindacare nelle scelte o nelle dinamiche degli altri che, bisogna dirlo, sono del tutto normali». Senza tralasciare di rimarcare un inciso significativo, con cui la numero uno di Fdi rilancia con fermezza: «A differenza di quello che leggo sui giornali, io non mi rallegro se ci sono dei problemi nella Lega o in Fi. Le elezioni le voglio vincere con loro».

Meloni: gli interventi su giustizia e guerra

Infine, se sulla battaglia del referendum, in merito al tema “Giustizia” la Meloni denuncia «un silenzio dilagante». Al quale controbatte dicendo che «le forze che si muovono contro la riforma della giustizia si stanno organizzando bene. Noi di Fdi siamo favorevoli al pronunciamento dei cittadini ai referendum sulla giustizia, tema sul quale il Parlamento ha storicamente difficoltà a legiferare». E aggiungendo: «Noi ad esempio non abbiamo fatto mistero di non condividere il modo con cui è stato scritto il quesito sulla custodia cautelare. Se noi togliamo tout court la possibilità di utilizzare la carcerazione nel caso, ad esempio di reiterazione del reato, significa che ti privi di quegli strumenti per tenere in carcere chi compie certi reati di “criminalità diffusa”». Sulla guerra e le sanzioni in atto, la Meloni apre l’intervista puntando sull’appello per un fondo di compensazione per le nazioni che saranno più colpite dalle sanzioni».

Guerra e sanzioni, l’appello di Giorgia Meloni per un «fondo di compensazione Ue»

Tema sul quale ha poi concluso: secondo Fdi il «fondo di compensazione dovrebbe essere finanziato dall’intero occidente. È innegabile che l’impatto della crisi qualcuno lo paga di più, qualcuno di meno: Ma è anche innegabile che qualcuno ci potrebbe guadagnare. Come si redistribuisce la responsabilità, così la comunità internazionale deve essere solidale con l’Italia. Il ministro Cingolani ha fatto un buon lavoro per ciò che riguarda il tetto al prezzo del gas. Però manca tutta la parte delle compensazioni che Fdi chiede dall’inizio del conflitto». Del resto, ha chiosato la Meloni: «Credo che nella condizione nella quale ci troviamo le sanzioni sono lo strumento più efficace per cercare di fermare l’aggressione all’Ucraina». Ma resta anche il fatto che «l’Italia e altre nazioni saranno quelle che pagheranno il prezzo più alto. E non si può chiedere lealtà e non dimostrare solidarietà». Ossia: il governo italiano faccia sentire la sua voce a Bruxelles

Sotto, l’intervento di Giorgia Meloni alla trasmissione radiofonica Non stop news su Rtl 102.5

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